{"id":191,"date":"2017-03-18T19:37:03","date_gmt":"2017-03-18T19:37:03","guid":{"rendered":"http:\/\/ilraffaello.iisraffaello.gov.it\/wpilRaffaello\/?p=191"},"modified":"2017-03-18T19:37:03","modified_gmt":"2017-03-18T19:37:03","slug":"sosdislessia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/accade\/sosdislessia\/","title":{"rendered":"SOSDISLESSIA"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20170318_201254-e1489865766411.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-192 size-medium\" src=\"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20170318_201254-e1489865766411-169x300.jpg\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20170318_201254-e1489865766411-169x300.jpg 169w, https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20170318_201254-e1489865766411-768x1365.jpg 768w, https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20170318_201254-e1489865766411-576x1024.jpg 576w, https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20170318_201254-e1489865766411-1568x2788.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><\/a>Il connettoma \u00e8 l\u2019insieme delle connessioni cerebrali\u00a0 che ci caratterizzano e i suoi numeri, ad un primo approccio, stupiscono: il cervello esegue 10 alla ventiquattresima operazioni al secondo e consta di\u00a0 100 miliardi di neuroni che stabiliscono 150 milioni di miliardi di connessioni, che tradotti in termini spiccioli sarebbe pari a 140 mila kilometri. Tutte queste connessioni sono attivate dall\u2019esperienza che ciascuno\u00a0 di noi vive. E allora, \u201cse pensi che non valga la pena investire sull\u2019istruzione, prova con l\u2019ignoranza\u201d, queste sono state le parole di Bok Derek rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Harvard, citate da\u00a0 Alessandro Rossi dell\u2019Universit\u00e0 di Siena al\u00a0 <strong>Convegno Nazionale<\/strong> di <strong>SOSDISLESSIA<\/strong> che si \u00e8 tenuto a <em><strong>Napoli il 3 e 4 marzo<\/strong><\/em> e al quale ho partecipato sia per interesse e curiosit\u00e0 personale e professionale sia in qualit\u00e0 di referente dell\u2019Area Inclusione dell\u2019IIS <em>Raffaello<\/em>. Un\u2019esperienza che mi piace condividere con i colleghi e gli alunni.<\/p>\n<p>La due giorni \u00e8 stata intensissima per il serrato susseguirsi di relatori che hanno trattato da pi\u00f9 punti di vista la <b>dislessia<\/b>, un disturbo specifico di apprendimento che coinvolge sinergicamente, nell\u2019azione didattica,\u00a0 genitori ed insegnanti. Tutte le discipline scolastiche e gli insegnamenti pi\u00f9 disparati sono coinvolti nel momento in cui si interagisce con un dislessico.<\/p>\n<p><b>Cosa accade nel suo cervello? Come sono stimolate le sue connessioni?<\/b><\/p>\n<p>Il problema non \u00e8 semplice e le risposte non sono univoche, ma ci\u00f2 che \u00e8 certo \u00e8 che tutte le esperienze sia emotive che fisiche, anche quelle traumatiche come gli insuccessi scolastici,\u00a0 attivano connessioni difficili\u00a0 poi da disconnettere.\u00a0 Pertanto il suggerimento degli esperti\u00a0 intervenuti \u00e8 quello di diagnosticare prematuramente i dislessici, addirittura\u00a0 qualcuno sostiene nei primi 3 anni\u00a0di vita, per impostare programmi <i>ad hoc\u00a0 <\/i>per il miglioramento del disturbo\u00a0 e\u00a0 per evitare il fallimento scolastico che comporta inevitabilmente traumi psicologici come\u00a0 ansia, esclusione sociale, depressione, calo dell\u2019autostima\u2026 che innescano connessioni cerebrali a volte irreversibili. Inoltre \u00e8 stata proposta dal direttore scientifico del convegno Giacomo Stella, la distinzione tra insegnamento e apprendimento.\u00a0 L\u2019insegnamento \u00e8 un passare istruzioni, spiegazioni, nozioni, conoscenze mentre l\u2019apprendimento cos\u00ec come insegnano Socrate e\u00a0 Piaget deve passare attraverso l\u2019esperienza.<\/p>\n<p><b>Quale operativit\u00e0 \u00e8 consigliabile proporre a un dislessico o addirittura all\u2019intera classe in cui \u00e8 inserito?\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Le proposte sono molteplici, si va dalla didattica della <em>peer education<\/em> alla <em>flipped classroom<\/em> che promuovono conoscenza partendo dal basso, anche grazie al dialogo e al confronto tra gli studenti. L\u2019uso del tablet o del computer \u00e8 inoltre vivamente consigliato per i dislessici in quanto provvisti di tutta una serie di strumenti compensativi come lettore vocale, costruttori di mappe\u00a0 mentali, da distinguere dalle mappe concettuali. Il\u00a0 modello di riferimento di una mappa mentale \u00e8\u00a0 associazionista: la sua costruzione procede con la libera associazione mentale, iniziando dall\u2019elemento centrale, agganciando progressivamente nuovi elementi verso l\u2019esterno della struttura oppure ristrutturando dinamicamente quelli gi\u00e0 inseriti. Questa tecnica fa leva soprattutto sulle capacit\u00e0 creative personali e di gruppo, sulle risorse mentali inconsce, sulle sinestesie create con colori e immagini, sui processi che spontaneamente ristrutturano le informazioni e che ogni volta lasciano aperta pi\u00f9 di una chiave interpretativa.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019apprendimento della lingua madre e delle lingue straniere, i relatori Raffaele Simone di Roma Tre e Carlos Melero della Ca\u2019 Foscari hanno fortemente attaccato l\u2019insegnamento tradizionale della grammatica che risulta per i dislessici non solo inutile ma addirittura dannoso proponendo un approccio di tipo comunicativo-esperienziale. Per quanto riguarda la didattica inclusiva della matematica, il relatore Guido Dell\u2019Acqua ha suggerito che \u00e8 essenziale il gancio empatico,\u00a0 servendosi della warm cognition che non prevedere una severit\u00e0 eccessiva da parte del docente. L\u2019utilizzo di tutti gli strumenti possibili facilita l\u2019apprendimento della matematica, \u00a0 senza dimenticare la creazione di un clima sereno e piacevole in cui il DSA (e non solo) pu\u00f2 esprimere i propri bisogni e le proprie paure. Come gi\u00e0 aveva dichiarato la Montessori,\u00a0<i>per insegnare bisogna emozionare<\/i>. Molti ancora pensano che se ci si diverte non s\u2019impara.<\/p>\n<p><b><a href=\"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20170304_095124.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-193\" src=\"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20170304_095124-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"635\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20170304_095124-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20170304_095124-300x169.jpg 300w, https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20170304_095124-768x432.jpg 768w, https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20170304_095124-1568x882.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 635px) 100vw, 635px\" \/><\/a>La scuola, dunque, \u00e8 il luogo dove si insegna o dove si impara?\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Significativa a questo proposito la testimonianza di Franco Lorenzoni, insegnante e coordinatore di Casa-Laboratorio Cenci in Umbria, nel sostenere che le tre virt\u00f9 sulle quali si dovrebbe fondare la scuola sono la pazienza, la concentrazione e lo sforzo che dovrebbero condurre a curiosit\u00e0, rispecchiamento, restituzione,\u00a0 comunit\u00e0 e bellezza, in un rapporto di reciprocit\u00e0 docente-alunno. Entrambi dovrebbero chiedersi, almeno una volta a settimana: quante volte mi sono stupito? dove mi sono ritrovato, cio\u00e8\u00a0 in quali attivit\u00e0\u00a0 o materie ho ritrovato una parte di me? in che modo ho restituito alle persone con cui interagisco le cose belle e\/o giuste che mi hanno dato?\u00a0 ho condiviso\u00a0 responsabilmente le esperienze comuni?\u00a0 sono stato sensibile nel percepire la bellezza di ci\u00f2 che ho vissuto?<\/p>\n<p>Concludo questo mio racconto con quanto ha sostenuto Luigi de Gennaro della Sapienza di Roma nel suo intervento dal titolo <i>Apprendere durante il sonno o apprendere grazie al sonno?<\/i> La privazione del sonno abbassa la ritenzione di informazioni in memoria, perci\u00f2 \u00e8 scientificamente provato che l\u2019apprendimento di informazioni si consolida durante il sonno. L\u2019ippocampo, l\u2019area cerebrale implicata nella memoria, durante il sonno \u00e8 attivo come durante la veglia, quindi di notte si consolida quanto appreso durante il giorno. Ma ci\u00f2 che meraviglia \u00e8 che anche il sogno \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 utile, infatti l\u2019incorporazione nel sogno di abilit\u00e0 apprese da svegli si associa ad un incremento delle prestazioni successive. Perci\u00f2 il sogno pu\u00f2 essere definito lo scenario cognitivo del replay dell\u2019apprendimento e il territorio privilegiato per la creazione artistica e scientifica.<\/p>\n<p>Philip Schultz, vincitore del premio Pulitzer (2008) per la poesia\u00a0 ha concluso i lavori del convegno,\u00a0 raccontando\u00a0 come da bambino fosse un pessimo studente, tradito dalla sua mente, con grandi difficolt\u00e0 nella lettura e nella comprensione, ma che gi\u00e0 sognava di diventare poeta, tra l\u2019ironia pungente del suo maestro, il primo a cui poi annuncer\u00e0 la vittoria del suo prestigioso premio proprio per la poesia. Solo molto tardi scoprir\u00e0 di essere dislessico. La sua storia \u00e8 racconta nel libro autobiografico &#8220;La mia dislessia&#8221; (2011).<\/p>\n<p>Roberta Fabi\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il connettoma \u00e8 l\u2019insieme delle connessioni cerebrali\u00a0 che ci caratterizzano e i suoi numeri, ad un primo approccio, stupiscono: il cervello esegue 10 alla ventiquattresima operazioni al secondo e consta di\u00a0 100 miliardi di neuroni che stabiliscono 150 milioni di miliardi di connessioni, che tradotti in termini spiccioli sarebbe pari a 140 mila kilometri. Tutte [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[23,29,44,61,64,71,102,134,142,155],"class_list":["post-191","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-accade","tag-alessandro-rossi","tag-carlos-melero","tag-dislessia","tag-franco-lorenzoni","tag-giacomo-stella","tag-guido-dellacqua","tag-luigi-de-gennaro","tag-philip-schultz","tag-raffaele-simone","tag-sosdislessia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/191","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=191"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/191\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=191"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=191"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=191"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}