{"id":218,"date":"2017-03-22T19:37:43","date_gmt":"2017-03-22T19:37:43","guid":{"rendered":"http:\/\/ilraffaello.iisraffaello.gov.it\/wpilRaffaello\/?p=218"},"modified":"2017-03-22T19:37:43","modified_gmt":"2017-03-22T19:37:43","slug":"intervista-a-michela-murgia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/accade\/intervista-a-michela-murgia\/","title":{"rendered":"Intervista a Michela Murgia"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\tMichela Murgia entra silenziosamente lungo il corridoio dell\u2019Aula Magna dell\u2019Area Scientifico-Didattica <em>Paolo Volponi\u00a0<\/em> dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Urbino Carlo Bo, cammina lentamente con pochi libri in mano fino ad arrivare alla cattedra. A illuminarle l\u2019abito scuro \u00e8 una collana dai mille colori e un sorriso caldo, che rimanda alle terre lontane della Sardegna. In poco tempo la tensione si scioglie e il dibattito ha inizio: si parla di <em>Chir\u00f9<\/em>, di <em>Accabadora<\/em>\u00a0e perfino di <em>Ave Mary<\/em>, in un dialogo di circa due ore, orchestrato con maestria dalla capacit\u00e0 della scrittrice di creare un\u2019atmosfera libera e accogliente.<\/p>\n<p>Una volta svuotata l\u2019aula, ci siamo avvicinate, approfittando della sua disponibilit\u00e0, e con videocamera e cavalletto in mano, abbiamo iniziato l\u2019intervista sul romanzo \u201cChir\u00f9\u201d (Einaudi, 2015).<\/p>\n<p><b>D: Durante il dibattito ha detto di non rivedersi nella figura di Eleonora. Quanto per\u00f2 ha prestato di lei stessa a questo personaggio, considerando che siete entrambi insegnanti?<\/b><\/p>\n<p>R: Ci sono dei tratti in comune solo per quanto riguarda il lato artistico: lo spettacolo teatrale che porta in scena Eleonora \u00e8 un vero spettacolo a cui stavo lavorando, quindi sono stata portata a ragionare come lei e entrare nei suoi panni, non in quanto attrice ma come sceneggiatrice.<\/p>\n<p><b>D: \u201c[&#8230;] Lo avrei comunque dotato degli strumenti necessari a cogliere le differenze tra il possesso di un dono e l\u2019assai pi\u00f9 utile capacit\u00e0 di afferrare le opportunit\u00e0. Avrebbe capito presto che non tutti i solisti che si ammirano sul palcoscenico sono opportunisti ma gli opportunisti prima o poi sul palcoscenico ci arrivano tutti.\u201d Quindi un educatore deve educare all\u2019opportunismo? L\u2019opportunismo pu\u00f2 essere considerato una virt\u00f9?<\/b><\/p>\n<p>R: Ci sono molto persone che conosco che scrivono meglio di me ma che, nonostante ci\u00f2, non hanno saputo cogliere le giuste opportunit\u00e0. Sul palcoscenico si sta col carattere: essendo l\u2019arte comunicazione, importante, oltre al talento, \u00e8 come lo mostri. Ce ne sono cento che suonano bene quanto Chir\u00f9, ma solo uno sa guardare e farsi guardare come lui. Non penso che l\u2019opportunismo sia sempre una cosa negativa: penso che sia riconoscere semplicemente l\u2019istante in cui la tua schiena deve stare pi\u00f9 dritta perch\u00e9 prima di farsi scoprire dagli altri, bisogna scoprirsi da soli. \u00c8 meglio valere cinque e valutarsi cinque che essere dieci e non farlo mai vedere nessuno.<\/p>\n<p><b>D: \u201c[\u2026] La superiorit\u00e0 intellettuale bisogna farsela perdonare.\u201d In un mondo che punta all\u2019eccellenza perch\u00e9 lei dice ci\u00f2?<\/b><\/p>\n<p>R: Ti faccio l\u2019esempio di una mia amica Chiara Valerio, una delle persone pi\u00f9 intelligenti che conosco: ci\u00f2 da lodare in lei non \u00e8 unicamente l\u2019acume ma piuttosto la straordinaria capacit\u00e0 di mettere tutti al proprio agio, di utilizzare la sua intelligenza per creare delle relazioni di senso atte al collegamento. Ha un\u2019intelligenza che non fa sentire stupido nessuno. Farsela perdonare vuol dire questo: quello che hai ti serve per stabilire legami, non come corpo contundente per far sentire l\u2019altro pi\u00f9 piccolo di te.<\/p>\n<p>R. BIANCHI, C. ROSSI, E. KRYEZI\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Michela Murgia entra silenziosamente lungo il corridoio dell\u2019Aula Magna dell\u2019Area Scientifico-Didattica Paolo Volponi\u00a0 dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Urbino Carlo Bo, cammina lentamente con pochi libri in mano fino ad arrivare alla cattedra. A illuminarle l\u2019abito scuro \u00e8 una collana dai mille colori e un sorriso caldo, che rimanda alle terre lontane della Sardegna. 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