{"id":301,"date":"2017-05-27T15:17:23","date_gmt":"2017-05-27T15:17:23","guid":{"rendered":"http:\/\/ilraffaello.iisraffaello.gov.it\/wpilRaffaello\/?p=301"},"modified":"2017-05-27T15:17:23","modified_gmt":"2017-05-27T15:17:23","slug":"ritratto-di-una-societa-liquida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/societa-e-dintorni\/ritratto-di-una-societa-liquida\/","title":{"rendered":"RITRATTO DI UNA SOCIETA\u2019\u2026..LIQUIDA"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\tIl concetto di comunit\u00e0 sta alla base di ogni societ\u00e0; in assenza di esso, quella \u00e8 priva di ossatura, un informe mollusco. Gi\u00e0 Protagora nel mito di Prometeo aveva messo in evidenza l\u2019importanza di associarsi, di vivere insieme; all\u2019inizio serviva a difendersi dalle fiere, poi diventa la base del vivere civile. Come cellule di un qualsiasi organismo che da sole non servono praticamente a nulla, ma insieme formano una macchia straordinaria, cos\u00ec deve essere strutturata la societ\u00e0 per funzionare; la differenza con le cellule \u00e8 che noi siamo in possesso di una nostra individualit\u00e0 la quale \u00e8 e deve essere messa in evidenza (se non incoraggiata) dalla comunit\u00e0. Senza comunit\u00e0 c\u2019\u00e8 solo individualismo, come un globulo rosso che porta ossigeno a chiss\u00e0 chi o meglio ancora un attore che recita in un teatro vuoto; ci\u00f2 non ha scopo, l\u2019attore non ha scopo, la sua ragion d\u2019essere si indebolisce. Ora immaginiamo un mondo in cui vivono solo attori che recitano in un teatro vuoto; ebbene, quello \u00e8 il nostro. Questo sfrenato individualismo, come lo definisce Eco, ha portato ad una totale sfiducia nell\u2019Altro. Viene in mente a tal proposito la celebre sententia di Plauto \u201chomo homini lupus\u201d, che esprime al meglio la modalit\u00e0 dei rapporti\u00a0 interpersonali oggi. Questo aspetto si riflette poi in ogni ambito: in quello lavorativo, per esempio, notiamo che chiunque voglia trovare un impiego, debba letteralmente fare a gomitate per ottenerlo. Se ognuno \u00e8 chiuso nella sua gabbia individualistica, \u00e8 inevitabile evitarsi l\u2019un l\u2019altro, evitare i rapporti, arrivando a considerare come antagonista l\u2019altro. Questo soggettivismo, a detta di Eco, genera fragilit\u00e0 e incertezza. Lo strumento che ha incoraggiato questo fenomeno, dopo la televisione, \u00e8 internet. Il soggettivismo ha creato tante realt\u00e0 virtuali capaci di sparare sentenza anche senza sapere. La parte inquietante di internet \u00e8 che usa criteri di giudizio differenti da quelli tradizionali; quindi chi ha pi\u00f9 visualizzazioni o follower o amici non \u00e8 per forza un sociologo, un economista o un filosofo, ma le sue parole, grazie al magico potere di amplificazione che ha il web, influenzano le persone come se fossero pronunciate da personaggi competenti. Internet si presenta come specchio della nostra societ\u00e0 in cui regna il caos, dove tutti parlano, ma nessuno ascolta. In mezzo a questa confusione Eco afferma che gli unici punti fermi, le uniche soluzioni per l\u2019individuo, sono da un lato l\u2019apparire e dall\u2019altro il consumismo. Secondo me questi due aspetti sono strettamente collegati. L\u2019apparire non pu\u00f2 ,infatti, prescindere dal consumismo e il consumismo dal bisogno di apparire. Quale miglior oggetto \u00e8 in grado di spiegare cos\u00ec bene questa sintesi se non il cellulare? Infatti questo dispositivo soddisfa il bisogno di apparire e genera un grande isterismo di massa all\u2019uscita di un nuovo modello. Ogni anno la Apple sforna un nuovo cellulare fiammante, accompagnato da pubblicit\u00e0 fantastiche. Ma un cellulare non smette di funzionare dopo un solo anno. E\u2019 evidente quindi che possedere un bellissimo e nuovissimo cellulare (l\u2019apparire) e l\u2019isteria che ogni anno coglie molte persone, facendole accampare davanti agli Apple Store per notti intere (il consumismo), hanno preso il sopravvento sull\u2019utilit\u00e0 dell\u2019oggetto stesso (e sulla mente della gente). Sono fenomeni, questi, figli di una mentalit\u00e0 infestata da un dilagante estetismo che da molti anni domina la nostra societ\u00e0. Nulla \u00e8 approfondito, tutto \u00e8 abbozzato. Tutto \u00e8 sfavillante, nulla \u00e8 concreto: riassume benissimo questo estetismo Raul Cremona nel suo personaggio Silvano, il mago di Milano, nel momento in cui si metteva a gesticolare in modo seducente e ridicolo; alla domanda che cosa stesse facendo, rispondeva: \u201cNulla, ma lo sta facendo molto bene!\u201d In questo continuo apparire il sociologo-filosofo Baumann mostra che il cambiamento \u00e8 diventato una costante; ha perso cio\u00e8 il suo valore intrinseco. Siamo continuamente bombardati dal cambiamento (sotto la veste, spesso, del progresso) senza rendersi conto che \u00e8 in realt\u00e0 falso. Il cambiamento non pu\u00f2 avere un carattere ripetitivo perch\u00e9 in questo modo si va a creare una nuova immobilit\u00e0, nemica dello sviluppo di una societ\u00e0. Il sociologo polacco aggiunge: \u201cL\u2019unica certezza \u00e8 l\u2019incertezza\u201d frase che accompagna la sentenza precedente. E\u2019 il concetto che cercano di spiegare sopra, la confusione totale che domina il nostro mondo. Baumann crea una sintesi mirabile accostando termini appartenenti alla sfera semantica dell\u2019instabilit\u00e0 (\u201ccambiamento\u201d, \u201cincertezza\u201d) a quella della staticit\u00e0 (\u201ccosa permanente\u201d, \u201ccertezza\u201d). La dinamicit\u00e0 immobile \u00e8 la caratteristica di questa societ\u00e0 liquida. \u201cBisogna che tutto cambi per non cambiare nulla\u201d diceva Tommasi di Lampedusa. Ed \u00e8 proprio cos\u00ec. La nostra societ\u00e0 \u00e8 liquida, flessibile, incline al cambiamento. Ma in quanto liquida prender\u00e0 sempre e comunque la forma del contenitore in cui si trova, senza poter decidere della propria forma.<\/p>\n<p>Davide Galeazzi\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il concetto di comunit\u00e0 sta alla base di ogni societ\u00e0; in assenza di esso, quella \u00e8 priva di ossatura, un informe mollusco. 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