{"id":365,"date":"2018-02-14T19:30:15","date_gmt":"2018-02-14T19:30:15","guid":{"rendered":"http:\/\/ilraffaello.iisraffaello.gov.it\/wpilRaffaello\/?p=365"},"modified":"2018-02-14T19:30:15","modified_gmt":"2018-02-14T19:30:15","slug":"27-gennaio-2018-il-raffaello-ricorda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/accade\/27-gennaio-2018-il-raffaello-ricorda\/","title":{"rendered":"27 Gennaio 2018: il Raffaello ricorda"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\tIl giorno 27 Gennaio 2018 si \u00e8 tenuta, nella Sala del Maniscalco di Urbino, una conferenza per celebrare la Giornata della Memoria e commemorare quindi le vittime dell\u2019 Olocausto.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Foto-Giorno-della-Memoria.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-367\" src=\"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Foto-Giorno-della-Memoria-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Foto-Giorno-della-Memoria-300x225.jpg 300w, https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Foto-Giorno-della-Memoria-768x576.jpg 768w, https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Foto-Giorno-della-Memoria.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ognuna delle tre classi partecipanti, ha elaborato un proprio percorso di riflessione per celebrare le vittime del genocidio nazifascista e ricordare le vicende storiche, il dolore e la discriminazione in cui sono precipitate Germania, Polonia, Italia, Austria e molte altre nazioni durante la Seconda Guerra Mondiale. Sono state realizzate letture da romanzi come \u201cSe questo \u00e8 un uomo\u201d di Primo Levi, o da \u201cIl diario di Anna Frank\u201d, proposti dialoghi tratti dal film \u201cLa vita \u00e8 bella\u201d dove il bambino domanda al padre il perch\u00e9 del cartello con su scritto \u201cVietato l\u2019ingresso ai cani, e agli ebrei\u201d e il padre risponde: \u201c\u00a0Eh, loro gli ebrei e i cani non ce li vogliono. Eh, ognuno fa quello che gli pare Giosu\u00e8, eh\u2026 L\u00e0 c&#8217;\u00e8 un negozio, l\u00e0 c&#8217;\u00e8 un ferramenta no, loro per esempio non fanno entrare gli spagnoli e i cavalli eh, eh&#8230; e coso l\u00e0, c&#8217;\u00e8 un farmacista no: ieri ero con un mio amico, un cinese che c&#8217;ha un canguro, dico &#8220;Si pu\u00f2 entrare?&#8221;, dice &#8220;No, qui i cinesi e i canguri non ce li vogliamo&#8221;. Eh, gli sono antipatici oh, che ti devo dire oh?!\u201d<\/p>\n<p>Queste parole ci hanno fatto sorridere e riflettere allo stesso tempo, abbiamo capito che non sono semplici battute ma ad es. fanno riferimento ad atteggiamenti razzisti anche storicamente documentati (ad es. nel VII secolo in Spagna gli ebrei vennero perseguitati), e hanno \u201cscaldato\u201d i cuori degli spettatori: a poco a poco l\u2019emozione \u00e8 cresciuta, abbiamo sentito un peso insostenibile che ha costretto tutti ad \u201caprire\u201d gli occhi ed essere cos\u00ec travolti da una realt\u00e0 troppo dura da poter accettare.<\/p>\n<p>Ma i ragazzi non si sono limitati solo a leggere: sono state create, infatti, anche coreografie e video; alcuni hanno suonato, chi la pianola, chi il flauto traverso\u2026 melodie che hanno \u201c trasportato\u201d tutti in una realt\u00e0 che purtroppo spesso dimentichiamo, o forse cerchiamo semplicemente di convincerci che non sia mai esistita. Perch\u00e9?? Forse perch\u00e9 troppo cruda, forse perch\u00e9 rimaniamo sbigottiti nel vedere cosa l\u2019essere umano sia in grado di fare e allora facciamo finta di non capire, proviamo a non pensarci, a cancellare ogni cosa, ma ormai \u00e8 troppo tardi. \u201cMeditate che questo \u00e8 stato\u201d ci dice Primo Levi. Non dobbiamo, o meglio, NON POSSIAMO dimenticare, perch\u00e9 questa \u00e8 la realt\u00e0 , questo \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto: 6 milioni di persone sono morte, senza motivo, senza saperne il perch\u00e9. Certo, dire solo \u201cmorte\u201d sarebbe riduttivo, prima di morire sono state, infatti, private della loro identit\u00e0. Non erano pi\u00f9 uomini, ma schiavi, non provavano pi\u00f9 amore, non possedevano pi\u00f9 la speranza. Sapevano che sarebbe arrivata presto la fine per loro e non aveva pi\u00f9 senso continuare a mangiare, lavarsi, pregare, niente aveva pi\u00f9 senso poich\u00e9 le loro vite non esistevano pi\u00f9, i loro nomi non esistevano pi\u00f9. Numeri: ecco cos\u2019erano diventati. \u201cIl mio nome \u00e8 174.517; siamo stati battezzati, porteremo finch\u00e9 vivremo il marchio tatuato sul braccio sinistro\u201d: questo \u00e8 ci\u00f2 che ci dice Primo Levi. 174.517 \u00e8 il suo nuovo nome, la sua persona \u00e8 diventata una cifra\u2026<\/p>\n<p>Ma ecco che il sangue ci inizia a ribollire nelle vene: questo \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 stato e noi sentiamo il dovere morale e civile di non dimenticare.<\/p>\n<p>\u201cConsiderate\u00a0<b>se questo \u00e8 un uomo<\/b>,<br \/>\nche lavora nel fango,<br \/>\nche non conosce pace,<br \/>\nche lotta per mezzo pane,<br \/>\nche muore per un s\u00ec o per un no.<br \/>\nConsiderate se questa \u00e8 una donna<br \/>\nsenza capelli e senza nome,<br \/>\nsenza pi\u00f9 forza di ricordare,<br \/>\nvuoti gli occhi e freddo il grembo<br \/>\ncome una rana d\u2019inverno. \u201c<\/p>\n<p>Ringraziamo Simone Mancini, studente dell\u2019Accademia di Belle Arti di Urbino, che ci ha aiutato nelle riprese e nel montaggio dei video<\/p>\n<p>E. Colonnelli<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"560\" height=\"315\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/sYSlKO2tUHI\" frameborder=\"0\" allow=\"autoplay; encrypted-media\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"560\" height=\"315\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/QKnHyWa3PoI\" frameborder=\"0\" allow=\"autoplay; encrypted-media\" allowfullscreen><\/iframe>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il giorno 27 Gennaio 2018 si \u00e8 tenuta, nella Sala del Maniscalco di Urbino, una conferenza per celebrare la Giornata della Memoria e commemorare quindi le vittime dell\u2019 Olocausto. 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