{"id":410,"date":"2018-05-27T19:13:26","date_gmt":"2018-05-27T19:13:26","guid":{"rendered":"http:\/\/ilraffaello.iisraffaello.gov.it\/wpilRaffaello\/?p=410"},"modified":"2018-05-27T19:13:26","modified_gmt":"2018-05-27T19:13:26","slug":"xenos","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/immaginario\/xenos\/","title":{"rendered":"Xenos"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t\u201cDagli all\u2019untore!\u201d dicevano una volta. \u201cRuspa!\u201d dicono oggi. Nella Milano del Seicento lo straniero veniva dal lago di Como, oggi viene dalla Tunisia, ma il sentimento \u00e8 lo stesso: la paura del diverso, quel qualcuno che prova a inserirsi nella mia societ\u00e0, sicuramente per qualche bieco motivo, per cui \u00e8 meglio mettersi sulla difensiva, tanto per stare tranquilli. \u00c8 la <i>vox populi<\/i> a dirlo, la xenofobia \u00e8 un pensiero che va condiviso, \u00e8 il frutto di una comunit\u00e0 e di un contesto storico. Per questo possiamo ripercorrere la Storia, e in particolare la sua espressione artistica, per capire come \u00e8 cambiato nelle diverse societ\u00e0 il giudizio sullo straniero. \u00c8 probabile che si trovino analogie interessanti guardando come i letterati hanno descritto i marocchini, romeni e senegalesi del loro tempo. Il giudizio della societ\u00e0 riguardo ai \u201cdiversi\u201d \u00e8 stato molto altalenante. L\u2019illustre capostipite della razza dei migranti \u00e8 Odisseo. Certamente, se il eroe avesse trovato dei muri ad attenderlo quando sbarcava sui lidi del Mediterraneo, forse la sua odissea sarebbe finita molto prima. Per sua fortuna, egli viveva in un\u2019epoca in cui lo straniero (almeno nel racconto mitico) veniva accolto a braccia aperte. Altro che permesso di soggiorno! Allo <i>xenos<\/i> non si chiedeva nemmeno il nome, prima di averlo ripulito e rifocillato. La nascita della <i>polis<\/i> contribu\u00ec a formare l\u2019idea di comunit\u00e0 e il senso di appartenenza, a discapito per\u00f2 di tutti quelli che si trovavano al di fuori: lo straniero e il meteco ad Atene non avevano diritti politici. Con l\u2019ellenismo invece si pu\u00f2 dire che tutto il mondo divent\u00f2 paese. Come ci testimonia la letteratura del periodo, il cittadino greco aveva ormai capito che l\u2019egiziano e il siriano erano, in fin dei conti, persone come lui. Dimostrazione di quanto il contesto storico influisca sulla concezione di ci\u00f2 che \u00e8 accettabile o meno. Roma ad esempio, come la <i>polis<\/i>, fondava la propria identit\u00e0 sulla contrapposizione con gli \u201caltri\u201d e per questo ha sempre fatto fatica ad accettare il nuovo, rappresentato prima dalla Grecia, poi dall\u2019Oriente, quel mondo cos\u00ec diverso che rischiava di contaminare la purezza della romanit\u00e0 (suona familiare?). Anche nella Roma imperiale, ormai piuttosto cosmopolita all\u2019interno dei suoi confini, rimaneva il terrore per tutto ci\u00f2 che rimaneva oltre il <i>limes<\/i>, ci\u00f2 che la romanit\u00e0 non riusciva a dominare. Due occhi azzurri e dei capelli biondi erano una minaccia, lo racconta Tacito. si pu\u00f2 dire che Roma, cos\u00ec abile nell\u2019allargare i propri confini territoriali, lo era di meno con quelli mentali. L\u2019Oriente continu\u00f2 a incombere minaccioso anche sull\u2019Europa medievale. In questo caso la minaccia bellica dei Turchi era aggravata dalla diversa religione. I cavalieri dell\u2019Ariosto e del Tasso combattono contro questi Mori, nemico pi\u00f9 o meno stereotipato della cristianit\u00e0. Tuttavia, il pregiudizio dell\u2019uomo medievale non era rivolto solo ai nemici lontani, ma anche a tutti quei diversi (attori, musici e altri girovaghi) che non facevano parte della comunit\u00e0. Bisogn\u00f2 aspettare il Settecento e l\u2019Illuminismo per avere una visione pi\u00f9 tollerante, improntata alla <i>fraternit\u00e9<\/i> dei rivoluzionari. La scoperta di nuove terre e nuove popolazioni non incoraggi\u00f2 il cosmopolitismo, ma anzi accentu\u00f2 l\u2019idea, poi provata su basi pseudoscientifiche dal positivismo, della superiorit\u00e0 di alcune razze sopra le altre. Fertile terreno per l\u2019affermarsi del nazionalismo, causa prima di tutte le tragiche vicende del Novecento. La paura del diverso nasce da una profonda insicurezza, di un popolo e di un singolo. \u00e8 un mezzo per sentirsi parte di una comunit\u00e0. Un\u2019ultima motivazione per non essere razzisti: non dimentichiamo che a inizio Novecento eravamo noi Italiani i poveracci ammassati in terza classe, odiati perch\u00e9 rubavano il lavoro, perch\u00e9 portavano malattie, perch\u00e9 delinquenti e ubriaconi. \u201cTi ricorderai che sei stato schiavo in Egitto\u201d dice il Deuteronomio: ricordiamo anche noi, ricordiamo di non fare agli altri ci\u00f2 che non vorremmo avessero fatto a noi.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>D.Toderi\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cDagli all\u2019untore!\u201d dicevano una volta. \u201cRuspa!\u201d dicono oggi. 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