{"id":422,"date":"2018-05-31T12:30:57","date_gmt":"2018-05-31T12:30:57","guid":{"rendered":"http:\/\/ilraffaello.iisraffaello.gov.it\/wpilRaffaello\/?p=422"},"modified":"2018-05-31T12:30:57","modified_gmt":"2018-05-31T12:30:57","slug":"scienza-e-coscienza-nelle-innovazioni-del-900","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/immaginario\/scienza-e-coscienza-nelle-innovazioni-del-900\/","title":{"rendered":"SCIENZA E COSCIENZA NELLE INNOVAZIONI DEL \u2018900"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\tPossiamo scorgere un primo nucleo del tema della responsabilit\u00e0 scientifica gi\u00e0 nella denuncia della II Rivoluzione Industriale e nella rappresentazione delle sue vittime frequente nel Romanticismo inglese (Blake) e nell\u2019et\u00e0 vittoriana (Dickens).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Tuttavia \u00e8 nel primo \u2018900 che questa tema acquista la sua centralit\u00e0. Pirandello additava la meccanizzazione del lavoro umano come una delle cause del fenomeno di alienazione e di spersonalizzazione dell\u2019uomo contemporaneo, di cui \u00e8 emblema Serafino Gubbio operatore, ridotto ad &lt;&lt;una mano che gira una manovella&gt;&gt;. Persino il cinema, una delle maggiori innovazioni tecnologiche del tempo, se si pensa anche alla sua utilit\u00e0 come strumento di comunicazione di massa, \u00e8 considerato da Pirandello causa dell\u2019allontanamento dell\u2019uomo dal flusso vitale, in quanto \u201cfinzione di finzione\u201d.<\/p>\n<p>Ne \u201cLa Coscienza di Zeno\u201d, Svevo denuncia il progressivo allontanamento delle nuove tecnologie dalla loro natura originaria di \u201cestensioni\u201d, \u201cprolungamenti\u201d delle strutture anatomiche umane. Per l\u2019autore triestino, questo processo contribuisce al senso autostraniamento e di crisi d\u2019identit\u00e0 dell\u2019uomo contemporaneo, che costruisce macchine sempre pi\u00f9 diverse da lui e che perci\u00f2, secondo la lezione marxista, si impongono sempre pi\u00f9 come dominatrici piuttosto che mezzi.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>In tal modo, inconsapevolmente, l\u2019uomo \u00e8 arrivato a concepire ed a produrre un progresso tecnico-scientifico distinto e slegato da quello umano, e perseguibile al di fuori dei suoi confini. In effetti, se il progresso scientifico della II Rivoluzione Industriale raramente ha conosciuto battute d\u2019arresto, la crisi dei valori e la mancanza di riferimenti saldi e certi \u00e8 una condizione che l\u2019uomo, dopo il Positivismo e la disillusione della I Guerra Mondiale, non ha mai davvero superato. Se la II Guerra Mondiale \u00e8 stata una tragedia umana, nel contempo (e anche per questo motivo) ha fornito l\u2019occasione di sperimentare le grandi innovazioni scientifico-tecnologiche del primo \u2018900: i carri armati, l\u2019uso massiccio dell\u2019aviazione, i sottomarini, ma anche i gas tossici come arma di distruzione e, soprattutto, la bomba atomica, che \u00e8 forse l\u2019esempio pi\u00f9 eclatante del fenomeno che Svevo denunciava. Per ottenere la fissione del nucleo dell\u2019uranio, Fermi e i fisici dello staff statunitense non avevano dovuto condurre alcuna indagine che partisse dalla natura, anche anatomica, umana. Ci\u00f2 pu\u00f2 sembrare ovvio oggi perch\u00e9 la scienza contemporanea nasce e si sviluppa \u201cal di fuori dell\u2019uomo\u201d, ma se si considerano le tecnologie belliche del passato (spade, lance, frecce, cannoni, catapulte) si nota che hanno sempre un legame con l\u2019anatomia dell\u2019uomo che le costruisce, e che ne \u00e8 padrone. La responsabilit\u00e0 di Fermi e dei suoi collaboratori era scientifica prima che umana proprio per questo motivo, perch\u00e9 riguardava un oggetto estraneo all\u2019uomo e alla sua natura.<\/p>\n<p>In un regime totalitario come il nazismo, il progresso scientifico era divenuto premessa necessaria a quello umano: senza la convinzione che la scienza potesse e dovesse avanzare ad ogni costo (la maggior parte delle nuove tecnologie belliche delle due guerre mondiali erano state messe a punto dalla Germania), in quanto \u201carbitra\u201d dell\u2019umanit\u00e0 stessa, forse il sistema dei lager non sarebbe esistito, in quanto si basava sullo scopo eugenetico di eliminare una razza ritenuta \u201cscientificamente\u201d e \u201cgeneticamente\u201d inferiore. Questo era, per il nazismo, un dovere scientifico e, solo di conseguenza, umano. Il fine dell\u2019organizzazione dei campi di lavoro era sperimentare entro quali limiti potesse essere spinta l\u2019esistenza umana: Ebrei e slavi erano considerati cavie da laboratorio, perch\u00e9 \u201cUntermenschen\u201d, \u201csottouomini\u201d, e il loro sacrificio era perci\u00f2 un dovere per l\u2019umanit\u00e0.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Per quanto oggi si sia portati a identificare nel totalitarismo nazista l\u2019incarnazione del male assoluto e incondizionato, del male che nasce dal male, non bisogna dimenticare che per gli ideologi e gli organizzatori del regime esistevano ragioni scientifiche, e dunque incontrovertibili, e che come tali venivano presentate alla massa, a giustificare il loro operato: la superiorit\u00e0 della razza ariana, ad esempio, era dimostrata dalla facilit\u00e0 con cui le colonie africane e asiatiche erano state conquistate. Non si trattava di una semplice manipolazione della scienza in vista di uno scopo gi\u00e0 prefissato; tant\u2019\u00e8 vero che anche dopo la guerra \u00e8 stata necessaria una dimostrazione scientifica della falsit\u00e0 delle leggi razziali, al di l\u00e0 delle ragioni umane e morali. Era stata la convinzione di basarsi su una verit\u00e0 scientifica, in effetti, a far s\u00ec che molti tedeschi rimanessero neutrali di fronte all\u2019avanzare dell\u2019antisemitismo e dell\u2019ideologia nazista. A tal proposito \u00e8 significativo l\u2019avvertimento di Primo Levi: &lt;&lt;Non nascondetevi dietro l\u2019ipocrisia della scienza neutrale: sei abbastanza dotto da saper valutare&gt;&gt;. Questa esortazione \u00e8 la riaffermazione della responsabilit\u00e0 umana, dalla quale la scienza non pu\u00f2 essere disgiunta: \u00e8 necessario, secondo Levi, cercare di scorgere le ragioni e le conseguenze umane prima di intraprendere qualsiasi indagine scientifica. E\u2019 lo scopo finale, cio\u00e8, a dover guidare la ricerca: solo cos\u00ec uno strumento per sua natura pericoloso e potenzialmente distruttivo pu\u00f2 essere messo al servizio del bene dell\u2019uomo e rendere &lt;&lt;meno doloroso e meno pericoloso l\u2019itinerario dei posteri&gt;&gt;.<\/p>\n<p>Ne \u201cIl principio responsabilit\u00e0\u201d, Hans Jonas riafferma l\u2019imperativo categorico di Kant come legge guida del progresso scientifico: &lt;&lt;Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un\u2019autentica vita sulla Terra&gt;&gt;. In un\u2019epoca in cui la scienza ha ormai in gran parte perso<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>il suo legame \u201cfisico\u201d con l\u2019uomo, \u00e8 pi\u00f9 che mai necessario che intervenga la coscienza umana a dare alla tecnologia il suo ruolo di strumento e non di padrone. E ci\u00f2 \u00e8 senza dubbio possibile, se un uomo come Primo Levi, che ha vissuto sulla sua pelle gli effetti del delirio della coscienza morale dell\u2019uomo, scrive: <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>&lt;&lt;La tua decisione pu\u00f2 essere probabilistica e difficile: ma accetterai di studiare un nuovo medicamento, rifiuterai di formulare un gas nervino&gt;&gt;.\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Possiamo scorgere un primo nucleo del tema della responsabilit\u00e0 scientifica gi\u00e0 nella denuncia della II Rivoluzione Industriale e nella rappresentazione delle sue vittime frequente nel Romanticismo inglese (Blake) e nell\u2019et\u00e0 vittoriana (Dickens).\u00a0 Tuttavia \u00e8 nel primo \u2018900 che questa tema acquista la sua centralit\u00e0. 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