{"id":545,"date":"2019-03-10T15:21:49","date_gmt":"2019-03-10T15:21:49","guid":{"rendered":"http:\/\/ilraffaello.iisraffaello.gov.it\/wpilRaffaello\/?p=545"},"modified":"2019-03-10T15:21:49","modified_gmt":"2019-03-10T15:21:49","slug":"tutto-viene-e-va","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/immaginario\/tutto-viene-e-va\/","title":{"rendered":"Tutto viene e va"},"content":{"rendered":"\n\t\t\t\t\n<p>&nbsp;Vi capita mai di fermarvi a pensare, anche un solo istante, a quanto sia unica la realt\u00e0 che vi circonda?&nbsp; Vi siete mai chiesti se alcuni aspetti di essa siano sempre stati e rimasti gli stessi?&nbsp; Soffermatevi sul vostro paesaggio naturale o luogo preferito che sia: quanti nella storia del nostro pianeta hanno avuto l\u2019onore di contemplarlo? Chi prima di noi ha avuto la possibilit\u00e0 di assaporarne la bellezza e l\u2019atmosfera?&nbsp; Sicuramente ben pochi. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La realt\u00e0 di fronte a noi, appare agli occhi per quella che \u00e8 nel momento in cui la contempliamo: pensate per esempio ad un tramonto pieno di colori e tonalit\u00e0 proiettate su immensi e candidi cumuli di nuvole, un momento magico della giornata che non sar\u00e0 mai identico ad altri tramonti, nonostante la ripetitivit\u00e0 del processo. Questo \u00e8 soltanto uno di tanti esempi per dimostrare quanto sia unico &nbsp; ci\u00f2 che ci circonda, anche se si tratta della stessa realt\u00e0 in cui siamo immersi tutti i giorni. Nulla sar\u00e0 sempre uguale a se stessa per l\u2019eternit\u00e0, anche se nella maggior parte delle situazioni la percezione sensoriale tende ad imporci questa visione. Ora prendiamo in considerazione il principio di identit\u00e0 e non contraddizione, legato alla tradizione greca: esso ci dice che un ente qualsiasi \u00e8 sempre identico a se stesso e la sua autenticit\u00e0 non potr\u00e0 mai essere negata. Questa logica \u00e8 perfettamente applicabile in dei contesti prettamente astratti di matematica, geometria e tante altre discipline in cui ogni elemento deve assumere e mantenere rigorosamente un\u2019identit\u00e0 propria; possiamo applicarla anche alla realt\u00e0 concreta? Beh, per filosofi come il venerando Parmenide vissuto nel VI secolo a.C., questa sarebbe una domanda assurda, futile! Per Parmenide infatti l\u2019 \u201dessere\u201d era indiscutibilmente eterno ed immutabile. Da questa concezione della realt\u00e0, emerge una visione concettuale della natura, quasi stilizzata. In questo ambiente caratterizzato da grande staticit\u00e0, tutto ha un\u2019apparente identit\u00e0 propria (un albero \u00e8 uguale a se stesso e sempre lo sar\u00e0 in quanto albero), che tende per\u00f2 ad \u201coscurare\u201d le caratteristiche vere e proprie di ogni cosa, quelle sfumature che caratterizzano e distinguono ogni singolo elemento su questa terra.&nbsp; Senza dubbio gli elementi (viventi o inanimati che siano) possiedono caratteristiche che li rendono comuni ad altri, ma la loro unicit\u00e0 \u00e8 conferita da una diversificazione individuale, in quanto ognuno di essi \u00e8 soggetto al\u201cdivenire\u201d. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 noto che il processo di vita di un qualsiasi essere vivente dalla nascita alla morte \u00e8 sempre uguale, in base alla specie a cui esso appartiene ovviamente, ma se avessimo la possibilit\u00e0 di studiare i singoli casi, ci accorgeremmo che ognuno si sviluppa attraverso percorsi differenti; dal momento che ogni cosa subisce una continua trasformazione propria, gli esiti non saranno mai gli stessi per tutti e mai si ripeteranno le fasi di trasformazione ormai superate. Il primo filosofo occidentale ad affermare con fermezza questo aspetto dell\u2019esistenza, che oggi diamo spesso per scontato grazie alle numerose scoperte scientifiche, \u00e8 stato Eraclito di Efeso, vissuto tra VI e V secolo a.C.:&nbsp; gi\u00e0 allora Eraclito era convinto del fatto che ogni cosa fosse continuamente \u201cin balia della corrente di un fiume\u201d, e come accade nel bel mezzo del flusso irrequieto di un corso d\u2019acqua, tutto occupa una precisa posizione in un preciso istante di tempo, per poi essere trasportato via senza avere mai la possibilit\u00e0 di ritornare al punto di partenza. \u00c8 forse questa una grande sciagura che affligge l\u2019universo? Penso che nessuno sar\u00e0 mai in grado di soddisfare questa curiosit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Risulta evidente che siamo parte di una realt\u00e0 in continua evoluzione, in cui l\u2019identit\u00e0 di ogni cosa subisce incessanti cambiamenti per i quali essa \u00e8 portata a modificare la sua natura, sia esteriore che interiore nel caso degli esseri viventi.\u00a0 Proprio questa peculiarit\u00e0 garantisce la sopravvivenza, e tutto ci\u00f2 che si astiene dal \u201cflusso\u201d continuo in cui \u00e8 immerso, \u00e8 destinato a scomparire cos\u00ec come \u00e8 nel momento in cui cessa di fluire assieme al resto. Probabilmente questa affermazione genera un senso di profonda malinconia che \u00e8 perfettamente comprensibile, dal momento che le cose e le persone a cui siamo pi\u00f9 affezionati sono destinate a cambiare la loro natura ed infine svanire; allo stesso tempo per\u00f2, bisogna prendere coscienza di questo fatto per vivere al meglio ogni singolo istante della nostra esistenza, poich\u00e9 <strong>nell\u2019 incessante divenire di tutte le cose, nulla si manifester\u00e0 ai nostri sensi con le stesse parvenze per l\u2019eternit\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>V. ROSSI <br><\/p>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;Vi capita mai di fermarvi a pensare, anche un solo istante, a quanto sia unica la realt\u00e0 che vi circonda?&nbsp; Vi siete mai chiesti se alcuni aspetti di essa siano sempre stati e rimasti gli stessi?&nbsp; Soffermatevi sul vostro paesaggio naturale o luogo preferito che sia: quanti nella storia del nostro pianeta hanno avuto l\u2019onore [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"class_list":["post-545","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-immaginario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/545","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=545"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/545\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=545"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=545"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=545"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}