{"id":575,"date":"2019-05-01T19:01:43","date_gmt":"2019-05-01T19:01:43","guid":{"rendered":"http:\/\/ilraffaello.iisraffaello.gov.it\/wpilRaffaello\/?p=575"},"modified":"2019-05-01T19:01:43","modified_gmt":"2019-05-01T19:01:43","slug":"dalla-resistenza-alla-cittadinanza-costituzionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/immaginario\/dalla-resistenza-alla-cittadinanza-costituzionale\/","title":{"rendered":"Dalla resistenza alla cittadinanza costituzionale"},"content":{"rendered":"\n\t\t\t\t\n<p>Marted\u00ec 16 aprile 2019, un gruppo di studenti di quinta dell\u2019IIS Raffaello di Urbino ha partecipato alla conferenza&nbsp; sui diritti di cittadinanza e la storia delle donne nell\u2019Italia repubblicana, tenuta dalla prof.ssa di storia contemporanea Lidia Pupilli.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto focale della conferenza \u00e8 stato la condizione delle donne e il loro contributo alla Resistenza, ma prima di tutto \u00e8 stato necessario compiere un breve \u201cviaggio nel tempo\u201d per poter conoscere alcune delle grandi donne del passato e il loro percorso di conquista del diritto di cittadinanza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sin dai tempi delle polis greche le donne venivano escluse per lungo tempo dalla cittadinanza e dalla vita politica, segregate nel loro ruolo di madri e casalinghe. Ma fu durante la Rivoluzione francese che si fecero sentire le prime voci femminili a difesa dei loro diritti: prima fra tutte quella di&nbsp; Olympe de Gouges, che smascher\u00f2 il falso cittadino \u201cuniversale\u201d della Rivoluzione francese, scoprendo trattarsi di una figura modellata sul maschile. Fu cos\u00ec che scrisse&nbsp; nel 1791 la <em>Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina<\/em>, in cui dichiarava l\u2019uguaglianza tra uomo e donna.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019anno dopo in Inghilterra venne pubblicato il trattato <em>Rivendicazione dei diritti della donna <\/em>della scrittrice Mary Wollstonecraft (madre di Mary Shelley, autrice del celebre romanzo <em>Frankenstein<\/em>), in si chiedeva l\u2019equa educazione dei due sessi, l\u2019indipendenza economica delle donne, l\u2019uguaglianza legale e l\u2019accesso alle professioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche nel nostro paese alle donne non veniva riconosciuto il diritto di voto, fu per questo che la giornalista Anna Maria Mozzoni, tra \u2018800 e \u2018900, present\u00f2 delle petizioni al Parlamento per ottenere questo fondamentale diritto e riconoscere cos\u00ec la donna nei suoi rapporti sociali. Il principale obiettivo politico del femminismo di questi anni era il diritto di voto alle donne. Anna Maria Mozzoni si batter\u00e0 fino alla fine della sua vita, avvenuta nel 1920,&nbsp; per raggiungere questo traguardo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Esisteva per\u00f2 un divieto&nbsp; esplicito per il voto amministrativo, ma non per quello politico. Infatti, nel 1906 Maria Montessori (una delle prime donne laureate in medicina) invitava le italiane a iscriversi alle liste elettorali politiche e diversi gruppi di donne seguirono il suo esempio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tra queste, dieci maestre marchigiane che rivendicavano il diritto di voto in quanto possedevano i tre requisiti richiesti: essere istruite, avere 21 anni e pagare una certa somma di tasse. Divennero cos\u00ec le primi elettrici della storia europea, anche grazie al sostegno del giudice Lodovico Mortara, che in quel periodo era presidente della Corte di Appello di Ancona.<\/p>\n\n\n\n<p>Le donne hanno giocato un ruolo fondamentale nelle Guerre mondiali, in particolare nella Seconda, anche se poi non ottennero alcun riconoscimento ufficiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il loro contributo fu essenziale durante il periodo della Resistenza, specialmente come staffette: tenevano i contatti fra i gruppi di partigiani e trasportavano munizioni ed informazioni. Era un lavoro duro ed erano costantemente esposte a pericoli e, se venivano scoperte, subivano violenze fisiche e sessuali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, alcune di loro non si fecero sopraffare dalla paura e parteciparono attivamente alla guerra di liberazione nelle file della Resistenza impugnando le armi, come Walkiria Terradura, guida del gruppo armato \u201cSettebello\u201d, e Ada Prospero Gobetti, attiva in Val di Susa.<\/p>\n\n\n\n<p>Giorno importante per i diritti femminili fu il 31 gennaio 1945, data dell\u2019entrata in vigore del decreto Bonomi, che concedeva alle donne l\u2019auspicato diritto al voto. Con il Paese diviso ed il nord sottoposto all&#8217;occupazione tedesca, il Consiglio dei Ministri presieduto da Ivanoe Bonomi eman\u00f2 un decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne (Decreto legislativo luogotenenziale 2 febbraio 1945, n. 23). ). Il 2 giugno del 1946 le donne votarono per il Referendum istituzionale e per le elezioni della Assemblea costituente ma gi\u00e0 nelle elezioni amministrative precedenti avevano votato risultando in numero discreto elette nei consigli comunali.&nbsp;Dunque le prime elezioni a suffragio universale avvennero nel marzo del 1946 (ben tre mesi prima del celebre 2 giugno), quando si tennero anche&nbsp; le elezioni amministrative. In questa occasione fu anche eletta la prima \u201csindaca\u201d della storia italiana: Ada Natali.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando, invece,&nbsp; si arriv\u00f2 al referendum del 2 giugno 1946, non solo venne scelta la Repubblica al posto della Monarchia, ma venne anche eletta un\u2019Assemblea Costituente che avr\u00e0 poi il compito di redigere la Costituzione della Repubblica&nbsp; italiana. Ci\u00f2 che molti libri di storia non insegnano, per\u00f2, \u00e8 che all\u2019interno di questa assemblea (composta da ben 556 membri) vi erano ventuno donne, nove della DC, nove del PCI, due del PSIUP ed una dell&#8217;Uomo qualunque. Tra di loro non possiamo non citare Adele Bei, di Cantiano, famosa tra i partigiani della zona marchigiana. Alle spalle, come tutte le sue colleghe, porta una storia turbolenta: dalla fuga durante fascismo assieme al marito alla creazione di false identit\u00e0 per poter lavorare.<\/p>\n\n\n\n<p>Lidia Pupilli ha voluto ricordare in particolare altre due figure: Teresa Mattei (la pi\u00f9 giovane tra le costituenti con i suoi 25 anni) e Lina Merlin (la pi\u00f9 anziana, 59 anni). Queste due donne, insieme, sono intervenute nella stesura dell\u2019articolo 3 della Costituzione: \u201cTutti i cittadini hanno pari dignit\u00e0 sociale e sono eguali davanti alla legge, <strong>senza distinzione di sesso<\/strong>, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali., in cui hanno ritenuto opportuno aggiungere un secondo comma che parlasse di uguaglianza sostanziale: \u201c\u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando <strong>di fatto<\/strong> la libert\u00e0 e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana&#8230;\u201d. Ci\u00f2 dimostra come la Costituzione rappresenti un grandissimo passo in avanti,&nbsp; un&nbsp; \u201ctraguardo\u201d conquistato con fatica da queste coraggiose donne che hanno saputo combattere con vivace intelligenza gli stereotipi e la maggioranza maschile.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stata una lezione approfondita e coinvolgente grazie alla prof.ssa Lidia Pupilli, che ha dato la possibilit\u00e0 a ragazzi come noi di venire a conoscenza di fatti storici comunemente poco noti e del duro percorso affrontato dalle donne per la conquista dei loro diritti, affinch\u00e9 potessero avere il giusto riconoscimento sociale alla pari degli uomini.<\/p>\n\n\n\n<p>A.Dini, J. Diotallevi, E. Esposto, V.Prussiani<\/p>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marted\u00ec 16 aprile 2019, un gruppo di studenti di quinta dell\u2019IIS Raffaello di Urbino ha partecipato alla conferenza&nbsp; sui diritti di cittadinanza e la storia delle donne nell\u2019Italia repubblicana, tenuta dalla prof.ssa di storia contemporanea Lidia Pupilli. 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