{"id":629,"date":"2019-05-17T10:02:35","date_gmt":"2019-05-17T10:02:35","guid":{"rendered":"http:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/?p=629"},"modified":"2019-05-17T10:02:35","modified_gmt":"2019-05-17T10:02:35","slug":"intervista-a-maria-luisa-moscati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilraffaello.iisraffaello.edu.it\/blog\/accade\/intervista-a-maria-luisa-moscati\/","title":{"rendered":"Intervista a Maria Luisa Moscati"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Pu\u00f2 un uomo che ha vissuto la Shoah perdonare chi ha compiuto questo crimine?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo la legislazione ebraica dei rabbini, la <em>Halakhah<\/em>, pu\u00f2 e deve perdonare solo chi \u00e8 stato vittima. Durante il giorno dello <em>Yom Kippur<\/em>, ciascun ebreo, dopo 10 giorni di riflessione, analizza\u00a0 tutto quello che ha compiuto di sbagliato durante l\u2019anno e chiede perdono a Dio. Per\u00f2 neppure Dio pu\u00f2 perdonare per un torto fatto al prossimo, se prima non si \u00e8 stati perdonati dal prossimo stesso. Quindi se la vittima non perdona, mette in condizione l\u2019altro di non poter chiedere perdono a Dio. Come possono essere perdonati coloro che hanno ucciso e torturato se la loro vittima \u00e8 morta? Non possono. Solo chi ha subito l\u2019ingiustizia pu\u00f2 perdonare, non qualcun altro per lui. Quindi secondo questo concetto ebraico perdonare la Shoah \u00e8 impossibile e inammissibile..<\/p>\n\n\n\n<p>Prendo in esempio <strong>Simon Wiesenthal<\/strong>, ingegnere e scrittore di origine ebraica sopravvissuto alla persecuzione nazista: sognava di costruire case confortevoli per famiglie serene, invece si\u00a0 \u00e8 ritrovato a girare tra 15 diversi campi di concentramento. Dopo la sua liberazione \u00e8 riuscito a trovare alcuni degli aguzzini che si erano nascosti, tra cui il famigerato Adolf Eichmann, militare e criminale di guerra tedesco, considerato uno dei principali responsabili dello sterminio degli ebrei, che venne processato l\u201911 Aprile 1961 a Gerusalemme, 15 anni dopo essere scampato al processo di Norimberga. Wiesenthal poteva ucciderlo ma non poteva accettare che\u00a0 il mondo intero\u00a0 non versasse una lacrima per la Shoah, invece volle giustizia proprio per dare voce alle vittime.<\/p>\n\n\n\n<p>Wiesenthal, nel suo libro <em>Il girasole<\/em>, scrive che tutto questo non era per vendetta, ma per giustizia. Proprio il senso di\u00a0 giustizia lo ha spinto ad agire.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Secondo lei, quanto \u00e8 importante fare memoria?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 determinante. Napoleone, un giorno, passando vicino ad una sinagoga, sent\u00ec piangere. Era il 7 luglio (precisamente il nono giorno del mese di Av del calendario ebraico), giorno in cui gli ebrei ricordano la distruzione del tempio di Gerusalemme avvenuta nel 70 d.C.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli ebrei piangevano ancora per quell\u2019evento nonostante fossero passati secoli. Napoleone cos\u00ec afferm\u00f2 che \u201csolo chi ha ben presente le proprie radici e la propria storia pu\u00f2 aspirare ad avere un seguito: il futuro di un popolo si appoggia sulla base del suo passato\u201d. Bisogna che l\u2019umanit\u00e0 ricordi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ogni ebreo era marchiato con un numero e con quel numero veniva cancellato tutta la sua storia, diventando cos\u00ec un&nbsp; oggetto. Quanto \u00e8 importante il nostro nome?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Subito dopo l\u2019apertura dei cancelli dei campi di concentramento, nel 1945, moltissimi ebrei fuggirono dal centro Europa in treno verso sud e quindi verso l\u2019Italia. Al loro arrivo trovarono un\u2019associazione americana (JOINT) che si occupava di aiutarli e cercare loro una sistemazione. Un giorno, nel porto di Livorno, uno dei porti italiani principali da cui partivano le navi dirette in Israele, fu richiesto da parte degli inglesi la registrazione di tutti gli ebrei in partenza. Fu richiesto il loro nome e cognome. Per la prima volta venne fatto l\u2019appello leggendo ad alta voce i&nbsp; nomi, per la prima volta&nbsp; gli ebrei non si sentirono pi\u00f9 un numero, per la prima volta non erano pi\u00f9 cose ma persone. Fu una scena straziante e commovente. Questa storia mi \u00e8 stata raccontata nel 2012 da Gualtiero Morpurgo, quando lo intervistai. Gli inglesi non volevano che gli ebrei fossero trasferiti in Palestina su queste navi, quindi le controllavano una ad una. Lui era un ingegnere, all\u2019epoca aveva poco pi\u00f9 di 25 anni,&nbsp; ed erano appena stati inventati i tubi innocenti, quelli utilizzati nelle impalcature per la costruzione delle case. Una notte, in una di queste navi cre\u00f2 delle cuccette per gli ebrei proprio con questi tubi,&nbsp; ai quali venivano legati dei teli. Quindi al momento del controllo gli inglesi&nbsp; non trovarono letti ma solamente un carico di tubi che non dava alcun sospetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nome \u00e8 l\u2019identit\u00e0 della persona stessa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa pensa di quelle persone che, ancora oggi, affermano che la Shoah non sia mai esistita?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 una sciocchezza, una presa di posizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Io non credo che pensino realmente di negare l\u2019esistenza della Shoah, perch\u00e9 ci sono tutti i resoconti storici del processo di Norimberga, chilometri di archivi, durante il quale non uno dei giustiziati nazisti ha detto \u201cnon \u00e8 vero\u201d. Hanno sempre detto \u201cabbiamo eseguito gli ordini\u201d,&nbsp; dichiarandosi semplici esecutori di ordini, senza mai negare ci\u00f2 che era accaduto. Quindi come fanno i negazionisti a negare una cosa che gli stessi autori hanno dichiarato vera? Secondo me,&nbsp; \u00e8 semplice malafede, dichiarano qualcosa che politicamente gli fa comodo ma che naturalmente non ha nessuna base scientifica. Si appellano al fatto che la maggior parte degli ebrei non ha raccontato nell\u2019imminente la propria vicenda, ma dopo anni. Raccontare \u00e8 stato difficile per molti, non si trovavano le parole e il coraggio per descrivere l\u2019umiliazione subita. Negli anni, molti ebrei sopravvissuti venivano considerati come menti malate che raccontavano fatti improbabili. Tutto ci\u00f2 ha molto influito&nbsp; su questo \u201cnegare la Shoah\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E i testimoni di oggi? Molti erano bambini quando hanno vissuto la Shoah. Si pensi a Liliana Segre per esempio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sono rimasti in pochissimi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Liliana Segre all&#8217;epoca aveva 13 anni. Lei \u00e8 suo padre avevano tentato di entrare in Svizzera, per\u00f2 la Svizzera, la civilissima Svizzera, accoglieva in questi tre modi: se avevi i soldi e potevi dimostrare di avere un deposito di denaro o di avere con te il denaro sufficiente a mantenerti anche se poi questo denaro veniva bloccato e riconsegnato un poco alla volta perch\u00e9 non servisse per far entrare qualcun altro. Quindi era un deposito per il mantenimento delle persone che chiedevano ospitalit\u00e0. Se invece non&nbsp; si aveva denaro ma&nbsp; si era troppo giovane o troppo vecchio per lavorare come nel caso della Segre (lei una bambina di 12-13 anni, il padre anziano e malandato), non solo non si veniva&nbsp; accolti ma&nbsp; si veniva consegnati alla polizia fascista italiana. A Liliana Segre \u00e8 successo questo, insieme a suo padre \u00e8 stata trasferita a Milano, a San Vittore, in carcere, in attesa che di un numero sufficiente di ebrei per riempire un treno da spedire verso i campi. Se invece si era giovane, forte e senza denaro, si veniva accolti per lavorare.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornando proprio a Gualtiero Morpurgo, quando fu licenziato nel \u201838 con l&#8217;introduzione delle leggi razziali, lui stesso fu uno di quelli che scapp\u00f2 in Svizzera con un semplice zainetto e il suo violino regalatogli all\u2019et\u00e0 di 8 anni dalla madre . Arriv\u00f2 in Svizzera povero, ma era giovane e quindi era un buon elemento per il lavoro. Venne perci\u00f2 traslocato in un campo di lavoro al centro del paese dove trascorse tutto l\u2019inverno del \u201843 a tagliare alberi. Nonostante le mani piene di calli, rovinate e congelate, trovava sempre la forza, una volta tornato a casa, di suonare il suo violino. La musica gli miglior\u00f2 la vita. Alla sua morte, la famiglia&nbsp; ha regalato il suo violino al liutaio israeliano Amnon Weinstein.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra storia di musica che salva la vita \u00e8 quella del violino di Eva Levy. Le fu regalato dal padre e fu la sua salvezza all\u2019interno del campo di concentramento quando fu deportata ad Auschwitz. Nascose il suo violino sotto il cappotto per tutti i giorni di viaggio nel treno. Al momento dell\u2019arrivo, quando fu costretta a spogliarsi, i tedeschi scoprirono il violino e le chiesero se suonava. Rispose di s\u00ec. Proprio in quell\u2019anno&nbsp; nel campo era stata allestita l\u2019unica orchestrina di sole donne. Andavano a suonare addirittura nelle feste private dei tedeschi e a volte ricevevano addirittura una fetta di torta. Una cosa incredibile a quei tempi per i deportati. I Tedeschi amavano molto la bella musica e avevano creato delle orchestrine che accompagnavo gli ebrei nei campi di lavoro cos\u00ec, quando la gente passava, notava uno spirito allegro e tranquillo.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno il fratello le mand\u00f2 un biglietto con scritto \u201c Der Musik macht frei\u201d. Eva nascose questo foglietto e lo incoll\u00f2 all\u2019interno del suo violino. Quando questo si spezzer\u00e0&nbsp; lei verr\u00e0 mandata via dall\u2019orchestra e morir\u00e0 di stenti perch\u00e9&nbsp; non riuscir\u00e0 a sopravvivere alle condizioni dei campi di concentramento. All\u2019apertura dei cancelli nel 1945 il fratello Enzo si rec\u00f2 nei magazzini dove trover\u00e0 il violino di sua sorella che riconobbe proprio grazie al foglietto attaccato all&#8217;interno. Lo prese e lo fece riparare, gli fece attaccare dietro una stella di David in madreperla. Non ritirer\u00e0 mai lo strumento perch\u00e9 l\u2019anno dopo si suicider\u00e0.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A. Garbugli<br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 un uomo che ha vissuto la Shoah perdonare chi ha compiuto questo crimine?&nbsp; Secondo la legislazione ebraica dei rabbini, la Halakhah, pu\u00f2 e deve perdonare solo chi \u00e8 stato vittima. 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