IN QUALE DIVINITA’ OLIMPICA MI RICONOSCO E PERCHE’

Io adoro i miti greci e le divinità che li rappresentano. Tra esse, quella che più mi somiglia e rispecchia maggiormente la mia personalità è sicuramente EREBO. Figlio di CAOS e di TENEBRE, EREBO rappresenta l’ oscurità e le profondità della terra, nella quale dimorano i morti e regna PERSEFONE con il suo sposo ADE, che governano l’ Oltretomba. Con la sorella NOTTE, esso generò EMERA, personificazione del giorno, ETERE, personificazione del cielo più alto e della luce pura, IPNO, dio del sonno, CARONTE e in particolare le tre MOIRE o PARCHE che decidono il destino degli uomini: CLOTO, che tesse il filo della vita, LACHESI misuratrice dello stesso e ATROPO, colei che lo taglia e pone fine alla vita sulla Terra. Io mi ritrovo in EREBO proprio per la dicotomia che rappresenta. Lui, dio dell’ oscurità, ha dato origine al giorno, al cielo luminoso, alla natura, al sonno e alla veglia.

Io amo la notte per tutto ciò che essa porta con sé: il silenzio rotto solo da qualche guaito di un cane triste o ululato di un lupo solitario, il sibilo di una civetta o di un gufo o di un barbagianni, il cielo illuminato dalle stelle, pianeti e satelliti, l’erba fresca, la corsa di una lepre, le volpi e i loro piccoli al sicuro dai predatori nelle loro tane. A pensarci bene, la notte non dovrebbe mai fare paura, in fondo essa nasconde soltanto ciò che è palese di giorno… E a me piace viverla con tutto me stesso, assaporarne il profumo, guardarne i colori e respirarne gli odori. Essa è forse l’ unico momento in cui posso veramente stare solo con me stesso, riflettere sui miei pensieri e stato d’ animo, sui miei obiettivi per il futuro più lontano e su quello più prossimo. Nello stesso tempo adoro la notte perché non è fine a se stessa ma anticipa sempre un nuovo giorno. Non importa come ci comportiamo noi esseri umani che poi non sempre siamo così umani. Ci facciamo la guerra tra di noi, ci odiamo, egoisticamente facciamo solo gli interessi finalizzati al nostro tornaconto personale.

Eppure nonostante tutto ciò dopo la notte c’è e ci sarà sempre un giorno, perché dopo l’ oscurità prima o poi, regolarmente e indipendentemente dal comportamento del genere umano e dalle sue tante scelleratezze, la luce verrà.

R. Lamonaca

,