Quest’ estate ho fatto un viaggio speciale…un viaggio attraverso la storia della mia città.
Un viaggio a ridosso tra realtà e immaginazione, dove i silenzi, le luci, i colori, le stanze, gli ambienti, le decorazioni e i giardini hanno assunto un’ anima.
Non semplici cose ma voci di coloro che quei luoghi li hanno calcati, suoni di piccoli passi di bambini, figure di cortigiane intente a ricamare o a cogliere fiori per adornare le loro acconciature già di per sé perfette.
Un viaggio in quella ” città di luce ” che era Urbino nel momento più alto e fertile del Rinascimento italiano.
Questo itinerario particolare lo devo ad una mostra multimediale dedicata a Federico da Montefeltro, duca di Urbino, e alla sua corte, mostra ubicata nelle Sale del Castellare, adiacenti alla ” Serra d’ inverno” in cui si trovano gli splendidi giardini pensili, dal titolo ” SE – P – FE – SECUNDA PER FEDERICUM ( OMAGGIO A FEDERICO ) realizzata in occasione dei 600 anni della sua nascita.
Ho avuto la fortunata possibilità di trascorrere molte ore e giorni in questi luoghi ricchi non solo di storia e cultura ma anche di vita vissuta.
Esplorando le stanze e i giardini, ho potuto immaginare e percepire l’ esistenza di coloro che in essi hanno abitato e operato, e il vitale clima artistico che si era sviluppato all’ epoca grazie soprattutto agli scambi culturali con numerose città italiane ma anche estere, soprattutto fiamminghe.
Federico da Montefeltro, infatti, è stato non solo uno dei più grandi condottieri del Rinascimento, ma lo definirei, usando un termine attuale, ” imprenditore” del suo tempo: egli, infatti, ha avuto la capacità e sensibilità di circondarsi dei migliori uomini di cultura, tanto è che la sua corte è stata crocevia di letterati, pittori, scultori, architetti e scienziati come Baldassarre Castiglione, Leon Battista Alberti, Raffaello Sanzio, Piero della Francesca, Giusto di Gand.
Questo connubio di saperi ha prodotto capolavori nei vari settori della conoscenza che ancora oggi stanno alla base del fondamento della cultura non solo italiana, ma dell’ Occidente nel suo complesso.
Il tutto favorito anche dal contesto naturale e paesaggistico che caratterizza la città di Urbino: i contrasti dei colori, la delicatezza dei rilievi collinari si ritrovano nelle opere degli artisti che hanno operato alla corte di Federico, in particolare nei dipinti di Piero della Francesca in cui viene evidenziato il paesaggio aristocratico,dolce e aspro contemporaneamente, che fa da sfondo alla vita quotidiana e di corte.
Ha contribuito ad aumentare il mio interesse e la mia curiosità il gioco di luci ed ombre che caratterizzava la mostra e che forse, maggiormente, attraverso le proiezioni delle immagini sulle pareti, ha messo in evidenza architetture, miniature, personaggi che sulle stesse scorrevano inesorabili, una di seguito all’altra, in un susseguirsi di chiaroscuri e luci quasi accecanti.
La luce naturale che proveniva da una finestra e che penetrava nella stanza principale attraverso una porticina semiaperta ha contribuito ad aumentare il contrasto tra REALTÀ ( LUMINOSITÀ NATURALE ) ed IMMAGINAZIONE ( LUMINOSITÀ ARTIFICIALE ): il gioco di luci ed ombre, chiarore e buio mi ha proiettato e trasportato inevitabilmente in quel mondo reale e nello stesso tempo immaginario che permeava ed assorbiva nel suo insieme la città di Urbino all’ epoca del ” genio ” di Federico da Montefeltro, il quale è riuscito a trasformare una città in un tempio di bellezza, armonia, arte e cultura.
Lamonaca R.
