
Mi sono chiesta tante volte come sarebbe stato vivere in America e frequentare una high school; motivo per cui alla fine del mio terzo anno di superiori, il 19 Agosto 2021 alle 10:50 sono partita da Milano Malpensa alla volta degli Stati Uniti.
Dopo l’arrivederci della mia famiglia, ricco di lacrime (le mie), e un lungo viaggio durato la bellezza di 14 ore sono arrivata all’Aeroporto di Providence nel bellissimo Stato del Connecticut, dove ad aspettarmi con un cartellone di benvenuto c’erano la mia Host-mum Karen e la mia Host-sister Kate.
Così è iniziata l’avventura più bella e allo stesso tempo difficile che io abbia mai vissuto. Se potessi tornare indietro rifarei la stessa esperienza un altro milione di volte.
La famiglia con cui ho vissuto questi dieci mesi era composta da mamma, papà John, sorella della mia stessa età e due fratelli Quinton (24) e Brandon (30).
La città in cui vivevo si chiama Waterford ed è situata proprio sulla costa.
Per quanto riguarda la scuola non avrei potuto chiedere di meglio, mi è sembrato veramente di vivere un sogno. Le giornate in America, a differenza di quelle in Italia, iniziano molto prima. Le lezioni cominciano alle 7:25 e prima delle 14:10 non si finisce.
Durante il mio periodo alla Waterford High School ho deciso di uscire dalla mia zona di comfort e studiare alcune materie che non avevo mai fatto prima. Ad esempio Imprenditoria, attraverso cui ho imparato a stendere un business plan; Finanza personale mi ha insegnato regole importanti per gestire il denaro, investire e pagare le tasse; nel corso di Fotografia ho appreso le nozioni base per scattare ritratti a persone, oggetti e a fare scatti per le pubblicità.

Ho inoltre continuato a studiare materie che sapevo mi sarebbero state utili al mio rientro in Italia come Francese, Storia e Matematica.
Ogni giorno, dopo scuola, avevo cheerleading practice, che mi ha permesso di farmi tantissimi amici, e poi ogni venerdì assieme alle mie compagne di squadra facevo il tifo per i giocatori durante le partite di football.
Ho avuto la possibilità di vivere esperienze indimenticabili come andare a Disney World in Florida per le Olimpiadi Speciali, in cui ha partecipato Brandon, visitare New York City il giorno del mio compleanno, andare ad un concerto di musica Country per la prima volta nella mia vita, fare un tour guidato dell’Università di Yale (proprio quella di Gilmore Girls), andare a Boston a vedere una partita di baseball e tanto altro ancora!
Inoltre, grazie al carattere aperto e curioso degli Americani, sono riuscita a farmi tantissimi amici con cui tutt’ora sono in contatto e che quest’estate mi verranno a trovare in Italia. Non vedo l’ora!
Da questa esperienza mi porto dietro molte cose. Vivere a stretto contatto per così tanto tempo con dei madrelingua mi ha permesso di migliorare notevolmente il mio livello di lingua Inglese. Dal punto di vista pratico ho imparato a farmi il bucato, a per così dire “sbrigarmela da sola” sia quando stavo bene che quando stavo male, a cucinare per me stessa ad ogni pasto, tenere in ordine il mio spazio e organizzarmi.
Sono cresciuta tanto. Ho imparato inoltre a non dare nulla per scontato, a capire il punto di vista della persona che mi trovo davanti, ho imparato che il mondo è grande e c’è tanto da vedere, ad apprezzare le piccole cose, che nulla accade per caso e che tutto quello che succede ci insegna qualcosa.
Mentirei se dicessi che è sempre stato tutto rose e fiori. Andare dall’altra parte del mondo a vivere con degli sconosciuti a soli 16 può fare un po’ paura e, ripensandoci bene, è forse stata una follia ma è senza ombra di dubbio la scelta migliore che io abbia mai fatto.
V. TRUFFA
