Il Mediterraneo tra vita e morte

Il naufragio di Cutro del 26 febbraio 2023

Il tema dei morti in mare è strettamente intrecciato con quello della migrazione. Sfortunatamente diversi migranti non sopravvivono al viaggio. Tra le migliaia di persone che tentano di raggiungere un luogo più sicuro e più favorevole per mezzo di imbarcazioni di fortuna non raggiungono la loro destinazione.

La migrazione è un fenomeno che interessa in modo diretto il nostro paese. L’Italia è infatti diventata negli ultimi anni terra di approdo per molti migranti per sfuggire dalla guerra o da situazioni politiche difficili. Il nostro paese è la prima tappa della salvezza. Infatti trovandosi al centro del Mediterraneo fa da ponte con tutti gli altri paesi europei. Insieme all’Italia troviamo anche la Spagna, a 20 miglia dal Marocco, e  la Grecia che funge da passaggio per i migranti che arrivano dalla Turchia.

Nella maggior parte dei casi i migrati arrivano in Italia via mare: si imbarcano in mezzi poco adatti alla sopravvivenza, in cui chi guida viola tutti i diritti umani. Basta pensare all’enorme quantità dei gommoni fermi a Lampedusa e altrettanti ormai sprofondati nel mar Mediterraneo, per rendersi conto dell’enormità del problema. Fuggono uomini, donne e bambini e ma la fuga si conclude spesso con il naufragio del gommone. I pochi sopravvissuti si trovano in difficoltà ad affrontare il problema dell’accoglienza nel nuovo paese. È inevitabile non riconoscere lo stato di emergenza e la grave crisi che si sta vivendo e che i paesi membri dell’Unione Europea stanno cercando di risolvere. Ma si tratta di un processo molto articolato e complesso, che spesso va contro interessi economici di livello mondiale. Nel frattempo, secondo me, il modo di pensare deve cambiare partendo dal basso, dalla gente: serve un’apertura mentale per il soccorso in mare e l’accoglienza dello straniero. In attesa che le autorità trovino una soluzione ai macroproblemi legati al fenomeno delle migrazioni, ognuno di noi può fare del suo meglio per fermare i danni del populismo, che non fa altro che peggiorare la situazione. Bisogna anche riflettere sul perché si migra,  su quale  possa essere il  tragitto  migliore da compiere per arrivare nel nostro paese e sulle tragedie che accadono durante il viaggio. Servono corridoi umanitari.

Già ai primi mesi del 2023 sono stati stimati i dati del flusso migratorio e le cifre si aggirano tra i20.000 migranti. A febbraio l’Italia ha avuto a che fare con un naufragio che ha causato diverse morti: l’ormai tristemente famoso naufragio di Cutro, nei pressi di Crotone.  Si sono contate 90 vittime, tra cui 35 minorenni, 26  dei quali sotto i 12 anni di età. Si stima che possano esserci ancora altri corpi in mare. Molti aspetti di quanto è accaduto nelle ore prima del naufragio, sulle coste di Steccato di Cutro, non sono ancora chiari. Mi chiedo come sia ancora possibile tutto ciò.

A. Zineb

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