Il mio infinito

Spesso mi ritrovo a sognare e a sperare in cose, ma poi la mia stessa testa mi impedisce di guardare più lontano e di godermi la vista, facendomi realizzare che certe cose non sono possibili. La mia mente è il mio infinito quando pensa al futuro, ma è la mia siepe quando realizza che forse cose come le immagino non esistono. Vorrei avere cesoie grosse abbastanza da riuscire a tagliare la siepe, che non mi permette di guardare quell’ immenso orizzonte che sta davanti a me, chiamandomi per nome e incitandomi a fare quel salto dal colle su cui sono. Forse la siepe è lì proprio per questo, per non farmi cadere dal colle, facendo in modo che io non mi faccia male. O forse è il caso di correre il rischio e saltare? Senza farmi male non potrò mai sapere se ho fatto la scelta giusta. Salto o no? Questa domanda mi tormenta, lasciandomi perplessa e indecisa. La mia mente è come quel monte di Recanati e i miei pensieri come l’infinito oltre la siepe.

L. Puntarello

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