Il giorno venerdì 17 marzo abbiamo intervistato Luigi Bravi, presidente dell’Accademia Raffaello di Urbino. Gli abbiamo rivolto alcune domande per soddisfare le nostre curiosità. Il Professore ci ha ricordato che la testata del Bollettino Ufficiale, organo di diffusione dell’Accademia, ha come titolo “Il Raffaello”, analogo a quello del nostro giornale. Pertanto ci ha suggerito di creare un link tra il nostro giornale e l’attività editoriale dell’Accademia stessa.
Quando e come nasce l’Accademia Raffello?
L’Accademia nasce nel 1869 a seguito di un movimento raffaellesco che attraversò tutto l’Ottocento, con lo scopo di creare in Urbino un ente dedicato alla tutela e alla valorizzazione della figura di Raffaello; con il fine secondario di acquistarne la casa e successivamente di erigere in suo onore un monumento.
Qual è il suo compito all’interno dell’Accademia?
Come presidente ho il compito di coordinare le varie attività che riguardano sia il piano editoriale che quello delle iniziative di carattere culturale e artistico, mostre, presentazioni di libri, convegni, conferenze. Si svolgono soprattutto mostre nella bottega di Giovanni Santi, la casa di Raffaello e poi ci sono le Celebrazioni raffaellesche che comportano anche una serie di conferenze dedicate espressamente a Raffaello. Si svolgono fin dalla costituzione dell’Accademia, inizialmente nascono come delle feste cittadine, questo era lo scopo originario. Poi si trasformano in un contenitore per iniziative differenti ma sempre legate a Raffaello e al mondo dell’arte.
Quali attività si svolgeranno quest’anno?
Le attività di quest’anno sono di natura molto diversa. Si inizia il 23 marzo con uno spettacolo al Teatro Sanzio intitolato Divinissimo messo in scena dal Centro Teatrale Universitario Cesare Questa, che è appunto una farsa, qualcosa di comico che viene presentato a tutta la città. Poi si passa al 28 marzo con la presentazione del libro Raffaello il principe delle Arti scritto dalla sceneggiatrice del film Raffaello Laura Allievi, prodotto da Sky, dedicato al grande artista. Il giorno 29 marzo all’Università, nell’Aula Magna, si tiene la presentazione di un libro dedicato a Raffaello, tra i grandi classici presso l’editore Treccani. Si passa poi direttamente al 6 aprile con l’omaggio al monumento a Raffaello e, di seguito, con l’inaugurazione della grande mostra dedicata a Eduard Manet incisore. Si prosegue fino all’ 8 aprile con l’omaggio alla tomba di Raffaello al Pantheon, a Roma. Il giorno 12 maggio l’Istituto Raffaello intratterrà sul tema Dall’autoritratto al selfie. Infine il 19 maggio il Professor Alessandro Zuccari della Sapienza di Roma ci parlerà del rapporto tra Raffaello e Leone X in una conferenza dal titolo “Tra sacro e profano”.
Come è stato concepito e realizzato il film sul personaggio di Raffaello?
È stato concepito, almeno per quello che mi è dato “giudicare”, come la storia di un personaggio che, a fronte delle inquietudini del suo status familiare, a seguito della perdita dei genitori in giovanissima età, con la sua professionalità ha raggiunto una particolare serenità: cioè è un professionista felice che dietro questa felicità cova il tormento di un ragazzino rimasto orfano a undici anni. Il film è stato girato a Urbino, Firenze, Roma e Milano.
Cosa ci può anticipare del libro che presenterete a breve?
Il romanzo che presentiamo è pensato come un racconto che fa Raffaello stesso della sua vita a partire dalla sua esperienza urbinate, la mancanza dei suoi genitori, poi il passaggio a Città di Castello e Perugia, il trasferimento a Firenze per terminare con la grande esperienza romana e il grande successo ottenuto a Roma fino alla sua morte della quale appunto non si può che parlare, purtroppo, in terza persona.
R. NICOLE ed E. AMADORI
