NOTTE DEL CLASSICO: LA NOTTE DELLE MUSE

“Ma le zanzare cantano dalla bocca o dal c..o?” risate


Con questa citazione da Aristofane, contestualizzata dagli studenti in una delle esibizioni che
hanno composto la Notte del Classico 2026, vi vogliamo trasmettere l’essenza di questa
manifestazione, ovvero restituire e riattualizzare la classicità in tutte le sue forme, senza
censure e senza pregiudizi di alcun tipo. La serata si è infatti aperta con la conferenza Da una “piccola” epigrafe alla “grande” storia, con cui il prof. Franco Luciani, professore associato di epigrafia e storia romana all’università di Urbino, ci ha mostrato come anche le storie delle persone più umili, come gli schiavi, segnino la Storia, dedicando particolare attenzione alla metodologia di ricerca universitaria in ambito epigrafico. Successivamente i ragazzi si sono messi in gioco in diversi modi, dalla commedia
alla riflessione, dalla parodia alla divulgazione. I primi ad esibirsi sono stati gli studenti di
seconda, con L’Eneide in poche parole, una trasposizione ironica ma puntuale del capolavoro
dell’epica latina. In seguito gli alunni di 5BC si sono impegnati in un significativo momento di
umanità: Ius gentium, un intervento sull’importanza del Diritto Internazionale Umanitario.
L’ultima esibizione è stata quella dei ragazzi di 4AC che hanno fatto dialogare le varie voci del
teatro greco con una originale rappresentazione metateatrale intitolata Che fare?. L’evento si è
concluso con le melodie, anche originali, dell’Ensemble Raffaello. Come tutti gli anni è stato un
magnifico momento di ritrovo e di condivisione e siamo sicuri che questa tradizione ci riserverà
altre sorprese nei prossimi anni.

D. Ceccarini, M. Albero

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