Ogni giorno percorriamo “strade” diverse. Alcune più battute, altre create ex novo facendoci spazio nella sempre meno metaforica giungla di pensieri e opinioni; L’unica cosa che accomuna queste strade è la loro unicità: per quanto sovente si cammini per la stessa “strada”, a questa si può sempre aggiungere un “tornante”, trovare, o creare, un sentiero che si biforca. La “strada” che per qualcuno è una salita insormontabile per altri è una dolce discesa, e non per tutti la stessa “strada” conduce allo stesso luogo. La realtà è questa: le “strade” sono innumerevoli e variegate, talvolta hanno la vana consistenza di pensieri, altre di faticosi percorsi accidentati, talvolta si colorano, altre rimangono grigie, le “strade” hanno varie forme e causano tante sensazioni, sono diverse quanto sono le persone, sono diverse quanti sono i momenti. Le “strade”, sentieri sterrati o grandi viali che siano, possono sempre avere vie secondarie, crocevia, di fronte ai quali ci si ritrova spesso, anzi sempre, e ci impongono di scegliere anche se si è già fatta la scelta di percorrerne una in particolare.
Come fare dunque a trovare la giusta via in una dimensione così liquida e volatile? Come evitare di ritrovarsi in luoghi freddi e oscuri? C’è un modo per essere completamente sicuri di “non perdersi”?
Come spesso avviene con domande di questa natura, la risposta – dal mio punto di vista – è no, poiché in un mondo con miliardi di persone, miliardi di pensieri, “strade”, opinioni, “crocevia”, ideologie e sensazioni, tanto è labirintica la domanda quanto lo è la risposta.
Alcuni ricercano la giusta via in una scuola di pensiero, nell’ eticamente corretto, nel moralmente giusto. Qui trovano un senso di candido benessere e conforto, ma ripudiando tutte le altre alternative, anche quelle che tendenzialmente non sono apertamente in contrasto, tendono ad irrigidirsi sulle posizioni accolte.. Altri sono più incerti ed insicuri. Ne viene dunque che dalla mancanza di un bene assoluto e oggettivo, ognuno deve cercare di armarsi al meglio per ciò che considera il “male” nella propria vita. L’unica fonte affidabile di informazioni, che esiste in ogni persona ed è applicabile in ciascuna delle numerosissime e differenti situazioni, è l’esperienza, ossia le conoscenze e le opinioni che si formano nell’esperienza di vita quotidiana, con i fallimenti e le soddisfazioni, anche perché non sempre gli insegnamenti impartiti sono compatibili con una visione del mondo in perenne cambiamento… così ci si può ritrovare in situazioni impreviste dove si può fare affidamento solo su se stessi, sul proprio buon senso e, appunto, sulle proprie esperienze, il “filo di Arianna” di tutti i giorni.
A. Tartarughi
