
Tutti noi siamo andati incontro a esperienze che ci hanno fatto stare male e per molto tempo avremmo voluto strappare quei ricordi dalla nostra mente. Ma sono veramente inutili questi momenti di dolore? Noi esseri umani siamo frutto di tutto quello che abbiamo vissuto, cambiamo continuamente ad ogni esperienza che facciamo. Ogni esperienza è legata ad un insegnamento che a volte ci porta a migliorare e altre a peggiorare. Il dolore è una sensazione essenziale per l’essere umano: ci porta a ragionare sui nostri errori, a chiederci cosa potremmo fare per non soffrire nuovamente. A volte però, il dolore è così tanto intenso che non è più un’emozione sana facilmente oltrepassabile, ma gironzola continuamente nella testa e non accenna ad andarsene. Il dolore si trasforma in una grande esperienza traumatica. A questo punto la nostra salute mentale potrebbe crollare bruscamente: ci potremmo sforzare ad andare avanti, ma la nostra mente subirà come un blocco, rimarrà ferma, immobile in quel ricordo pieno di sofferenza. In questi momenti avremmo proprio bisogno di una pillola miracolosa che abbia il potere di estrarre quel pezzetto di memoria che non ci lascia dormire. Sfortunatamente una pillola del genere non esiste. Cerchiamo quindi di trovare sollievo in altri modi: droghe, alcol, antidolorifici. Per un attimo ci portano alle stelle, dimentichiamo quello che abbiamo vissuto e viviamo quella spensieratezza che da molto tempo, ormai, non avevamo più il privilegio di provare. Poi l’effetto svanisce. Di nuovo il buio. Ricadiamo in quel baratro di ricordi che affollano la nostra mente. A volte, nella mente delle persone più fortunate, scatta un meccanismo automatico che percepisce il livello troppo alto di dolore e comincia a cancellare, minuto dopo minuto, tutti i pezzetti di quel ricordo traumatico. In pochi giorni quel ricordo non sarà più percepibile. Il dolore però non è un’emozione inutile: sono i ricordi che accumuliamo a formarci come persone, belli o brutti che siano. Quando il dolore però arriva ad un livello straziante, non ha più uno scopo formativo, ma ci distrugge unicamente, ci logora lentamente dall’interno del nostro cervello fino a quando non riconosciamo più noi stessi. Confido nella ricerca degli scienziati e spero che possano trovare una cura per quelle ferite profonde che sono invisibili a molti, ma che possono straziare non solo l’anima, ma anche il corpo.
Azzurra
