L’11 febbraio 72 studenti dei licei classici e scientifici della provincia di Pesaro e Urbino si sono ritrovati al Liceo Marconi di Pesaro per cimentarsi in una gara di traduzione dal latino, il Certamen Latinum “L’Idolino” alla sua prima edizione. Hanno partecipato alla gara 13 studenti e studentesse del liceo classico Raffaello di Urbino che con entusiasmo si sono dedicati alla traduzione di un impegnativo passo tratto dalle Lettere a Lucilio di Seneca: “Perché moriamo peggiori di come siamo nati?”
Sabato 18 marzo, in occasione della premiazione alla presenza del Presidente della commissione prof. Ivano Dionigi, la bella sorpresa: Vittoria Rossi (5A) è risultata seconda classificata con un premio di 300 euro, Nicholas Catenacci (5A) terzo classificato con un premio di 200 euro, Tommaso Saracino (5A) quarto classificato ex aequo. Giovani fuori dal tempo? Proprio no. Al contrario giovani che cercano di dialogare con autori come Seneca, che, come ha spiegato e scritto Ivano Dionigi “possono essere nostri interlocutori: non perché abbiano risolto tutti i problemi e quindi s’impongano come modelli; ma,più semplicemente, perché ci hanno preceduti nelle nostre stesse domande”.
L’uomo tecnologico dei nostri giorni ha bisogno di umanesimo: Prometeo ha bisogno di Socrate; per poter saltare, ha detto sempre il prof. Dionigi, bisogna prendere la rincorsa: per guardare e andare avanti è necessario fare un passo indietro. Mai come oggi abbiamo avuto bisogno degli studi classici.

PENSIERI SUL CERTAMEN LATINO L’IDOLINO
La premiazione, per me, è stata un grande evento, non solo per il premio ricevuto, ma anche e soprattutto perché si è dimostrata un’occasione per mettere alla prova le mie capacità. Infatti sono stato in grado di capire i miei limiti e le mie abilità, rendendomi conto di quanto sia ottima la mia preparazione scolastica. Sinceramente non mi sarei mai aspettato di arrivare in questa posizione, quindi ne sono stato molto sorpreso e al tempo stesso felice. Spero che questo Certamen continui anche nei prossimi anni in modo che anche altri studenti possano prendere parte all’esperienza e abbiano così modo di confrontarsi fra loro e con nuovi compagni.
N. Catenacci
