
Venerdì cinque maggio 2023 ci siamo recati alla sala del trono al Palazzo Ducale di Urbino per assistere all’ incontro “Marche sui binari giusti”, dove erano presenti diverse autorità tra cui il sindaco di Urbino, Maurizio Gambini, e il presidente della regione Francesco Acquaroli.
Dopo una breve introduzione da parte del Sindaco e del presidente del Club Occidente, Giulio Argalia, Il primo intervento è stato ad opera dell’assessore ai trasporti della regione Marche Francesco Baldelli, che abbiamo avuto l’occasione di intervistare e del quale vi riferiremo le parole. Qui il link all’intervista in video
Si parlerà in questo incontro della ferrovia Fano-Urbino?
” Si parlerà di questo in un progetto complessivo, perché non solo la Fano-Urbino è importante ma è importante collegare Urbino con la linea Adriatica, quindi con Fano e con l’altra nostra importante linea marchigiana, che noi vogliamo trasformare in alta capacità ferroviaria, che è la Roma-Ancona. Se noi colleghiamo Urbino con Roma e con la linea Adriatica, riportiamo il nostro patrimonio dell’umanità che tutti ci invidiano in Italia, in Europa e nel mondo. Urbino soffre queste criticità”.
Noi abbiamo letto di uno studio di fattibilità attuato nel 2019, che però non è stato mai pubblicato, volevamo chiederle se fosse possibile leggerne i risultati.
” I risultati sono pronti. Vi è stata una volontà d’inserire la linea Fano-Urbino fra le linee turistiche italiane nel 2016, dal governo di allora. Ad oggi quello studio è consegnato da RFI al Ministero, che l’aveva commissionato, dunque non alla Regione. Ma quello studio è pronto e ci dice che la linea può essere riattivata, bisogna individuare i finanziamenti necessari. Su quella linea abbiamo una criticità: intorno si sono sviluppati alcuni quartieri delle nostre città; quindi quello studio dovrà prevedere, su richiesta della Regione Marche, anche come obiettivo, quello della risoluzione di queste criticità, perché non possiamo passare con un treno di 50 o 100 anni fa, ma una vera e propria metropolitana di superficie, non rumorosa, con poche vibrazioni, ma che non potrà passare all’interno dei nostri quartieri. Quindi dobbiamo trovare delle soluzioni tecniche, perché questo non avvenga. Compatibilmente con la ferrovia, vogliamo sviluppare anche tutti i circuiti ciclabili, perché con la bicicletta si può salire sul treno, ma contestualmente noi dobbiamo collegare anche le nostre ferrovie con una serie di ciclabili che corrono parallele al treno”.
Ma quindi questo studio verrà pubblicato?
” Non so se verrà pubblicato e le forme che sceglierà il Ministero. Lo studio è pronto. Io personalmente ho visionato quello studio. Ci sono diverse ipotesi di intervento a seconda che si voglia attivare solo una ferrovia turistica, ovvero si voglia attivare una ferrovia anche commerciale, quindi per il trasporto giornaliero delle persone, che è quello che serve ad Urbino e a questo territorio. Per cui, quando il governo deciderà, insieme a RFI, l’intervento necessario per questo territorio e la possibilità di un finanziamento, probabilmente ci comunicheranno e pubblicheranno lo studio che riterranno più opportuno per riattivare questa linea ferroviaria, se decideranno di riattivarla.”
Fra gli interventi, quello del Direttore Generale della Fondazione Ferrovie dello Stato Luigi Francesco Cantamessa che, con un’introduzione trionfale e una retorica solenne, ha fatto una “Apologia del treno” (sic), auspicando per Urbino e la provincia una ferrovia perfettamente funzionante, che non abbia nulla da invidiare a quelle del resto d’Italia. L’ingegnere non si è limitato a parlare di un treno turistico, come altri avevano proposto, ma si è augurato che Urbino possa tornare ad avere una ferrovia a pieno regime, una infrastruttura capace di collegare in maniera più capillare di prima la città con il resto d’Itala, dando nuova linfa all’economia, turistica e non, dell’entroterra della provincia. Inoltre l’ingegnere Cantamessa ha specificato di non essere un sostenitore della proposta di un treno elettrico, poiché a parer suo i cavi per conduzione elettrica costituirebbero una deturpazione del paesaggio. Al contrario, si ritiene favorevole all’utilizzo di un treno a batterie. Oltre alle buone intenzioni e alle proposte, non ci sono state indicazioni precise sulle modalità di realizzazione di questo progetto.
Dunque, l’incontro si è rivelato, come dichiarato dall’ing. Cantamessa, un’apologia della ferrovia in quanto tale, più che un insieme di reali soluzioni per ripristinare il tratto ferroviario. Certo, ci sono buone intenzioni, e noi stessi riteniamo che un treno perfettamente funzionante gioverebbe non poco a un territorio in crisi dal punto di vista demografico ed economico.
Tuttavia, non sono state specificate le tempistiche necessarie alla realizzazione di queste proposte e, dato che ancora non ci sono notizie chiare su questo studio di fattibilità, probabilmente la ferrovia rimarrà in questo stato di abbandono per ancora molto tempo.
T. Azzolini, G. Borghi, G. Bussu, G. Freschi
