L’annosa questione della Fano-Urbino

Volgendo uno sguardo al passato, lo stesso Giancarlo de Carlo, architetto e ingegnere che per oltre quarant’anni ha disegnato il progetto urbanistico e alcuni rilevanti interventi architettonici nella città di Urbino, si era occupato della questione ferrovia Fano-Urbino, inserendola nel piano regolatore che redasse nel 1994, studiando dettagliatamente la possibilità di riutilizzare l’imponente sistema ferroviario. La rete ferroviaria che aveva ideato sarebbe diventata una linea interregionale tra Marche, Romagna e San Marino, e quindi di più facile realizzazione poiché avrebbe coinvolto più interessi privati.
Mentre in italia nel dopoguerra sono state spesse adottate soluzioni favorevoli al trasporto su gomma, in molti paesi europei è stato incentivato lo sviluppo del trasporto su rotaia e per questo la soluzione di De carlo è al passo con i tempi e potrebbe “riaccendere l’immagine del territorio di Urbino.”
Ad oggi sono diverse le informazioni sulla questione del tratto ferroviario Fano-Urbino, dismesso ufficialmente nel 2011. Le opinioni a riguardo sono varie e contrastanti, e le molteplici promesse fatte da diversi politici negli ultimi anni non hanno portato ad alcun risultato. Nel 2017 è stato finanziato uno studio di fattibilità, di cui poi però non sono stati pubblicati aggiornamenti. “Evidentemente è perché i costi di ristrutturazione e mantenimento sono insostenibili, ma la fazione politica sostenitrice della riapertura della ferrovia non vuole ammetterlo” dice il prof.Tosi, membro dell’Associazione Ciclovia Metauro, sostenitore della realizzazione di una ciclovia lungo il vecchio tracciato della ferrovia. “Molte case sono state inoltre costruite lungo il tratto ferroviario, e, essendo la ferrovia stata dismessa ufficialmente nel 2011, non è possibile eliminare questi edifici. L’eventuale costruzione di una ciclovia permetterebbe invece un aumento vertiginoso del valore di queste case, iniziando un circolo virtuoso di denaro, grazie all’utilizzo di mezzi di trasporto sostenibili quali la bicicletta o la bicicletta elettrica.”
D’altra parte, però, c’è anche chi sostiene la fattibilità di un treno, come l’ associazione di Urbino Legambiente.
A detta di Alessandro Bolognini, rappresentante di Legambiente, e Michele Mazza, presidente dell’Associazione Ferrovia Valle Metauro, la struttura ormai dismessa sarebbe pronta ad accogliere un nuovo treno, che tramite un utilizzo turistico porterebbe un notevole ritorno economico per il territorio e il tutto in maniera sostenibile. Non escludono l’eventuale costruzione di una pista ciclabile lungo la ferrovia, ma ritengono assurde le proposte dell’Associazione Ciclovia Metauro, in quanto non fondate su dati tecnici. La ferrovia richiederebbe un maggiore sforzo in termini economici e di tempo, ma il doterebbe il nostro territorio di servizi purtroppo attualmente assenti o inefficienti.

T. Azzolini, G. Borghi, G. Bussu, G. Freschi

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