Domenica 6 Maggio siamo partiti all’avventura io ed altri quattro ragazzi/e, selezionati/e tra le varie terze del linguistico, con destinazione Riga. Ad accompagnarci, e sostenerci nel nostro lavoro (e nei piccoli disguidi giornalieri) le docenti rispettivamente di inglese ed educazione fisica prof.ssa Parisi Daria e proff.sa De Santi Luciana.
Il soggiorno, durato una settimana, era connesso allo svolgimento del progetto internazionale Erasmus Plus European Active Citizenship che ha avuto come ultima tappa proprio la capitale lettone.
Il compito dei noi ragazzi in cooperazione con gli studenti finlandesi, spagnoli, croati e lettoni,era quello di contribuire,con delle proposte più o meno realizzabili a breve termine, a migliorare alcuni aspetti quali: immigrazione, esclusione sociale, povertà, uso efficace di energie rinnovabili e sostenibilità ambientale.
Il nostro gruppo incaricato di occuparsi dell’argomento “sostenibilità” sul quale abbiamo lavorato, prima e durante questo incontro, per ideare e poi argomentare le nostre proposte, che hanno poi ottenuto nella maggior parte dei casi la più alta percentuale-budget. Non si trattava di proposte ambiziose e più grandi di noi, ma di piccole cose come ad esempio creare un’ applicazione di car sharing, oppure fornire la scuola di un negozio di libri di seconda mano o ancora, di installare distributori di acqua potabile.
Questo parte di lavoro alle proposte e condivisione dei vari aspetti con gli altri ragazzi occupava ovviamente solo la prima parte della giornata e si svolgeva in ambiente scolastico dove, per ironica felicità di tutti, eravamo destinati anche a pranzare.
Per quel che riguarda il resto della giornata ci era concessa totale libertà purchè fossimo sempre e comunque l’ombra del nostro gemello ospitante,ondevitare che qualcuno si perdesse tra le vie nascoste della città.
Ora, come definire quest’esperienza? Sicuramente, al di fuori di quel che riguarda la parte comprensiva di sostenibilità, è stata anche un’esperienza di vita, abbiamo conosciuto una realtà che, posso assicurare, è totalmente diversa da quella a cui siamo abituati, dove non si può pensare di mantenere la propria routine ma ci si deve abituare a quella di una famiglia che non è la nostra e che non ci conosce e dove anche una settimana può sembrare molto di più. Ma momenti di difficoltà tralasciando, non ce la scorderemo facilmente e sarà bello cosí!
