MARKETING IN GALLERIA, incontro con  Peter Aufreiter

Come si gestisce un museo? Quali sono le strategie di marketing più efficaci per promuovere la Galleria Nazionale delle Marche, uno dei più importanti musei del mondo?

Peter Aufreiter, direttore della Galleria Nazionale delle Marche, ha incontrato le classi 4^B, 4^E, 5^B e 5^E  dei corsi Turistico e Amministrazione, Finanza e Marketing nell’ Aula Magna dell’IIS Raffaello di Urbino per discutere di questi temi, mostrando agli studenti come la riforma Franceschini del 2014 abbia ridato una nuova immagine ai musei, che ora godono di maggiore autonomia e inoltre ha illustrato in maniera dettagliata come si possa davvero rivalutare e rivalorizzare il patrimonio culturale e artistico di un paese.

Ma come si può spingere il cittadino italiano medio o il turista straniero a visitare un museo e in particolare la Galleria Nazione delle Marche di Urbino?

La prima operazione da compiere è effettuare un’indagine statistica, cercare informazioni per capire meglio quali sono gli interessi dei visitatori. E il  direttore  Aufreiter ha fatto proprio questo: si è così scoperto che il 40% di chi si reca in Urbino non entra a Palazzo Ducale,  il problema è allora quello di intercettarli, pensare a qualcosa di accattivante anche per loro e non solo per gli addetti ai lavori o per chi ama l’arte. Come spingere il visitatore ad entrare a Palazzo Ducale? Si deve lavorare sul concetto di museo.  Come? Organizzando eventi: una degustazione di vini per esempio,  è un’idea semplice che può  attrarre molte persone che poi si fermeranno a visitare anche il museo e troveranno l’esperienza bella ed interessante, tanto da pubblicizzarla o addirittura ritornarvi una seconda volta. Inoltre per aumentare le entrate si può aprire il Palazzo Ducale anche a compleanni, feste di laurea, matrimoni, così da ottenere un duplice risultato: gli urbinati ( e non solo) si sentiranno più legati a quello che è il simbolo della loro città, in più si otterrà denaro extra che potrà essere reinvestito in attività di restauro, di acquisto di altre opere o di organizzazione di mostre con relativo catalogo illustrato.

Un’altra indagine è stata svolta su coloro che entrano al museo e da ciò si è concluso che i visitatori si possono dividere in tre grandi fasce: ⅓ è costituito dagli studenti (sono circa 60.000 l’anno) che, anche non pagando il biglietto, possono essere considerati come un investimento per il futuro, perché se la visita li ha colpiti, torneranno poi da grandi con le loro famiglie; ⅓ dai gruppi organizzati da agenzie viaggio o tour operator anche stranieri, sono i più difficili da attrarre poiché preferiscono visitare città simbolo come Firenze o Venezia, ma si potrebbe e si deve comunque creare un contratto con le agenzie italiane ed  estere per pubblicizzare i nostri territori, offrire occasioni anche per loro, per convincerli a preferire Urbino; ⅓ dai turisti individuali, ossia dalle famiglie che rappresentano il target più facile da attirare ma è necessario  pensare per loro pacchetti diversi a seconda della fascia di età, ad esempio percorsi  e visite più brevi per le famiglie con bambini piccoli.  C’è poi bisogno di pubblicizzare Urbino e la Galleria Nazionale delle Marche nelle località balneari della riviera da Ravenna ad Ancona, passando per Rimini, Riccione, Cattolica …, così se la giornata è troppo nuvolosa per andare a farsi un bagno in mare, il turista con la sua famiglia verrà a visitare l’entroterra, Urbino e i suoi capolavori d’arte. Bisogna distribuire informazioni negli alberghi, tra i camerieri di bar e ristoranti, bisogna creare rete tra i vari operatori del turismo.

L’Italia per il patrimonio che ha dovrebbe investire molto di più nel settore del turismo, ma uno dei problemi che persiste ancora nella società italiana è il cosiddetto “campanilismo”, un attaccamento esagerato alle tradizioni e agli usi della propria città che impedisce di creare “zone di turismo comune” come potrebbe essere per il Montefeltro: attuando una collaborazione tra i vari comuni di queste terre si potrebbe ridare una nuova immagine a questo territorio e, con tutte le attrattive culturali, storiche, enogastronomiche, paesaggistiche  presenti, puntare a mercati più ampi come la Cina, ad esempio.

L’interesse degli studenti si è manifestato  nelle tante domande poste al direttore. Come è arrivato ad Urbino? Quante lingue parla? Cosa fa in concreto un direttore durante una sua giornata-tipo? Quali i rapporti con gli altri musei, come si allestisce una mostra? Come si scambiano opere d’arte tra musei e come funziona il sistema delle assicurazioni, comprese le modalità di viaggio di un’opera d’arte prestata ad un altro museo? Ben volentieri e con simpatia  Peter Aufreiter ha soddisfatto le curiosità dei presenti mostrando una grande passione per il suo lavoro che lo porta anche  spesso a viaggiare e in particolare per la città di Urbino per la quale ha grandi progetti. Gli studenti hanno scoperto che Peter Aufreiter dirige tutti i dieci musei statali della Marche, compresa la Rocca di Gradara che ha un numero elevatissimo di visitatori durante l’anno e nei mesi estivi in particolare. Un lavoro davvero impegnativo il suo, tra conti, biglietti, promozione culturale e conoscenza della storia dell’arte.

A. Dini

, ,