Yuri Rosati, dal Raffaello a Radio Capital

In uno dei pomeriggi dedicati alla Web Radio-Teens, un progetto Pon (Piano operativo Nazionale) finanziato con i fondi europei per la scuola, coordinato dalle prof.sse Campogiani, Gioffreda, Iagulli e Michelini e che coinvolge 20 studenti dell’Istituto Raffaello nella creazione di programmi webradio,  abbiamo incontrato, in veste di professore di radio – giornalismo, Yuri Rosati, studente fino a qualche anno fa del nostro liceo linguistico.

Yuri è attualmente giornalista a Radio Capital, che ha sede a Roma, una radio che si caratterizza  per la sua vocazione  all’informazione, in particolare per l’attenzione alle news e  alle analisi dei fatti di cronaca anche  in collaborazione con il quotidiano La Repubblica. Una carriera brillante la sua. Dopo la  laurea triennale in lettere presso l’Università di Bologna e la specializzazione presso la Scuola di Giornalismo di Urbino, Yuri a soli 24 anni approda nella redazione di Radio Capital come giornalista, corrispondente, un lavoro che richiede impegno e soprattutto responsabilità.

Con lui abbiamo  analizzato alcuni temi di attualità, tra cui i recenti fatti  accaduti alla discoteca di Corinaldo “La lanterna azzurra”, dove hanno persona la vita  cinque adolescenti  e una giovane mamma di 39 anni e abbiamo provato a creare un podcast sulla vita che gli studenti conducono al Raffaello, mettendo in luce punti di forza e criticità. Yuri ci ha spiegato le tecniche per la scrittura di un pezzo giornalistico e la buona riuscita di un programma radio. Suggerimenti preziosi che ci serviranno per l’implementazione della nostra web radio.

Come è nata la tua passione per il giornalismo?

Durante una visita in una scuola di giornalismo, da piccolo, per gioco, mi chiesero di condurre con i miei compagni di classe, un finto telegiornale, e questo mi ha colpito profondamente.

Quali requisiti deve possedere un radio – giornalista?

Non ci sono requisiti specifici,  ma fondamentale è la voglia di sapere, nonché curiosità, che è la chiave di tutto all’interno di questo contesto.

Tutti siamo curiosi ma dobbiamo essere capaci di affinare questa propensione per diventare giornalisti, poiché, in fin dei conti,  tutti possiamo diventare giornalisti.

A. Filippelli