
La nostra scuola è rientrata tra le 100 scuole italiane aderenti al progetto “ Giornale di Classe” e tra le varie attività proposte sono da indicare i due webinar formativi, del 18 e del 25 febbraio, sul mondo del giornalismo e sul lavoro del giornalista oggi.
Qual è l’importanza del giornalismo e della carta stampata in un’epoca, come quella attuale, in cui l’informazione è a portata di mano tramite i Social Network?
Per rispondere a questo quesito abbiamo seguito i due webinar sul tema, uno il 18 febbraio e l’altro il 25, ai quali hanno partecipato circa duemila studenti di varie scuole d’Italia. I Webinar sono andati in onda sulla piattaforma Youtube ‘iltuogiornale.it’, promossi da Intesa San Paolo e presentati dal giornalista Alfonso Ruffo in collaborazione con vari scrittori e giornalisti come Gianni Riotta, Francesco Giorgino, Francesca Paci, Alberto Flores d’Arcais e Giorgio Casadio, dei quali abbiamo ascoltato utili suggerimenti e racconti delle alle esperienze personali.
Il mestiere del giornalista
Il primo compito del giornalista è quello di cercare e diffondere la notizia senza però fare propaganda. Il giornale è sempre stato ed è il sorvegliante del potere. L’informazione ha una forte influenza sul modo in cui chi la riceve percepisce il mondo. E per far sì che l’informazione passi al lettore in modo corretto è necessaria una buona dose di lealtà da parte del giornalista e della linea del giornale.
La lealtà gioca un ruolo fondamentale all’interno di questo mestiere molto complesso, piuttosto che la verità, perché la verità non esiste, esistono molteplici verità. Il compito del giornalista, principalmente è quello di essere oggettivo, imparziale, deve ascoltare sempre “le due campane”, poiché, si devono prendere in considerazione le due o più versioni di un fatto.
Nel giornalismo ciò che viene premiata è la velocità. Il vero nemico del giornalista è il tempo, uscire per primi con quella notizia, battere sul tempo, anche di qualche minuto, il proprio concorrente è una grande vittoria per il giornalista e per l’intera redazione. È sempre stato così, ma nel mondo digitalizzato di oggi lo è ancor di più.
Il giornalista Alberto Flores D’Arcais ha riassunto ciò che sta dietro ad ogni lavoro: la Passione. Lui, che fin da giovane amava viaggiare e scrivere, ha trovato il perfetto connubio nel giornalismo. “Consumando le suole delle scarpe” facendo il reporter nei paesi del terzo mondo e come inviato speciale in America latina, attraverso le sue testimonianze, nelle ha raccontato la realtà in modo obiettivo e credibile, ha costruito la sua carriera.
Per realizzare le sue passioni non gli è bastato però scrivere dei buoni articoli.
Il lavoro del giornalista è senza pause, si lavora 24h su 24h ed è un lavoro concatenato a partire da chi scrive. Si tratta di un lavoro immane che ha valenza solo per un giorno, poiché il giorno seguente la notizia del giorno prima è già vecchia e si ricomincia la ricerca di altre novità, scandali e notizie, in un ciclo infinito.
Scrivere un buon articolo
La vera arte del giornalista è il fiuto per la notizia insieme alla capacità di catturare l’attenzione del lettore attraverso pezzi interessanti, da scrivere con incipit significativi per chi legge.
L’attacco è importantissimo. Sistemato l’incipit, il giornalista deve far attenzione alla coerenza dell’articolo, sviluppando il discorso in modo chiaro.
Un’altra dote è l’arte di distinguere le notizie vere da quelle false, di affidarsi a fonti attendibili e presentare le notizie in modo corretto.
Tuttavia la vera protagonista per un buon articolo è la sintesi sia lessicale che di contenuto: saper trovare il giusto verbo, la parola giusta, eliminando aggettivi e avverbi superflui è essenziale, come essenziale è la velocità.
L’intervento di Giorgio Casadio intitolato: Come si scrive un articolo interessante, guardare e informarsi, ci ha fornito alcuni suggerimenti pratici per la stesura di un buon articolo: l’importanza di una scaletta ben organizzata, fondamentale per comprendere quale sia l’argomento fulcro del nostro articolo, ovvero “il leaderdel pezzo”.
In seguito vanno discusse le argomentazioni, senza basarsi solamente sui concetti che riteniamo corretti o interessanti, ma riportando in modo neutrale tutte le opinioni che provengono da più punti di vista. Di conseguenza, il finale deve essere la logica conseguenza di ciò che si è precedentemente scritto.
In tutto ciò è importante usare un linguaggio semplice e lineare, senza termini ridondanti, riportando le frasi come sono state dette senza giudizi personali, evitando di cadere in luoghi comuni o nell’uso del gergo locale.
Attraverso la padronanza delle 5 W (who, when, where, what, why) è possibile comporre tutti gli articoli possibili.
Come ha voluto puntualizzare il giornalista Francesco Giorgino, quando si scrive bisogna tenere da conto le proprie competenze tematiche (es. politica interna, spettacolo, economia…), tecniche (il linguaggio e la capacità di mediare tra realtà rappresentabile e rappresentata) e deontologiche (la legalità e l’etica).
Un ulteriore aspetto riguardala la maniera con la quale ci si rivolge al lettore. Bisogna scrivere ricordandosi che l’articolo è indirizzato ad un pubblico che non va considerato ignorante. Tra scrittore e lettore deve crearsi idealmente un rapporto di parità e rispetto.
Infine, ogni pezzo va revisionato per renderlo il più efficace possibile. Per il giornalista, ‘”scrivere è il paradiso, leggere è il purgatorio e correggere è l’inferno”.
Carta stampata o informazione digitale?
Si è discusso anche del virtuale e di quanto la carta stampata oggi stia diventando sempre meno diffusa. Dati alla mano la tiratura dei giornali cartacei è molto diminuita negli ultimi anni per la massiccia diffusione del digitale. Eppure tutti i relatori di questi due webinar sostengono la supremazia della carta, che con il suo odore di inchiostro e con la sua maggior capacità di colpire la memoria del lettore, vince nella competizione con tabloid online, e-books e giornali digitali.
Per quanta nostalgia ci sia verso l’uso della carta e dell’inchiostro, per la vecchia cara rotativa, tutti i giornalisti presenti roconoscono l’importanza della tecnologia e della digitalizzazione che hanno reso il lavoro del giornalista più facile dal punto di vista organizzativo, anche se la creatività del singolo scrittore rimane una questione analogica (per fortuna!).
La redazione
Come ha spiegato il conduttore televisivo Francesco Giorgino, dietro agli articoli è presente una redazione strutturata che lavora 24 h al giorno per 7 giorni alla settimana per far sì che la comunicazione sia sempre aggiornata. All’apice vi è il direttore che dirige e vigila, che è anche il responsabile di tutto il lavoro complessivo. In seguito il lavoro viene spartito per settori di interesse. Successivamente vengono i reporter con firme importanti e più seguiti dal pubblico, arrivando infine a tutti coloro che scrivono articoli minori, correttori delle bozze, titolisti, fotografi.
Nonostante la gerarchia piramidale, ogni singolo tassello che la compone è indispensabile per la buona riuscita del giornale. Ciò è vero sia nel giornale dove la lingua è scritta che al telegiornale dove la lingua è ascoltata, parlata e vista, sia alla radiodovesolo la parola e la voce devono essere in grado di attrarre l’ascoltatore. Persino online dove tutto è possibile, c’è bisogno di un intero team di redazione per la riuscita di un articolo efficace.
Il mondo della comunicazione oggi
Sono state trattate tematiche come il Communication Mix, ovvero come la comunicazione di oggi non è più pura e distaccata da interessi secondari, ma strettamente legata all’informazione e al marketing; la differenza tra la comunicazione del passato fatta di giornali cartacei e stampe e quella odierna composta di tweet e post; la velocità con cui oggigiorno si conosca tutto in tempo reale o quasi e come per questo motivo si sia persa la qualità dei testi. Il secondo corso si è focalizzato sulla figura professionale del giornalista, la struttura di una redazione, la composizione di un articolo e le sue fonti.
Michela M. – Nicholas G. – Gaia D.D.
