Il 27 maggio 2021, nell’Aula Magna dell’IIS Raffaello di Urbino, si è tenuto l’incontro conclusivo del Progetto Legalità in gioco, con Valeria Cigliola, Sostituto Procuratore della Repubblica di Pesaro, Anna Fanelli, tirocinante presso la stessa procura di concludere la collaborazione per il progetto di educazione civica. Il progetto é stato organizzato dal professor Giuseppe Puntarello, referente del Coordinamento Provinciale di Libera. Studentesse e studenti di III A, IV D e IV F linguistico si sono impegnati a collaborare e a presentare dei progetti originali e molto interessanti su temi quali: sport e legalità, ambiente e legalità, discriminazione, mafia e criminalità organizzate, bullismo, dipendenze, violenza ostetrica, tutti temi molto attuali ed importanti. Gli studenti hanno partecipato in modo attivo e propositivo all’iniziativa, realizzando delle videoclip, dei cartelloni, delle presentazioni PowerPoint e anche ponendo delle domande dirette ai magistrati presenti all’evento. La Dott.ssa Cigliola si é dimostrata entusiasta della partecipazione e della consapevolezza che i ragazzi hanno trasmesso e di conseguenza si è venuto a creare un dialogo sull’attualità decisamente interessante che ha fornito molti spunti di riflessione. Riportiamo di seguito alcuni suoi interventi
«Sport e Legalità é un gruppo di magistrati di tutta Italia che ritengono che lo sport sia una metafora della vita: le regole che applichiamo nello sport, vengono applicate nella vita e ci permettono di vivere in maniera soddisfacente, libera e corretta.»
I ragazzi hanno mostrato sin da subito una grande curiosità per tutto il mondo della magistratura e della legalità, ponendo molti interrogativi alle ospiti dell’evento; tra le varie domande abbiamo riportato le quelle che ci hanno colpito maggiormente: Cosa possiamo imparare da Falcone e Borsellino? Che qualità dovrebbe assolutamente avere un magistrato? Come è possibile sconfiggere il fenomeno della mafia?
Il magistrato ha risposto con sincerità, integrità ed era chiaro nella sua voce che ama molto il suo lavoro; le sue risposte ci hanno colpito così tanto che vogliamo riportarle in questo articolo, così che più persone possano leggerle:
“Dalle grandi figure di Falcone e Borsellino possiamo imparare che ciascuno deve fare il proprio dovere, non sono necessari atti di eroismo, bisogna semplicemente cominciare a dire ‘no’ a scelte di illegalità: se ognuno di noi lo facesse, cambierebbe il mondo; Deve diventare un abito mentale, scegliere di fare il proprio dovere nel piccolo e nella quotidianità della vita. É questo che cambia il mondo”.
“Un buon magistrato, per definirsi tale, deve essere preparato nel proprio lavoro, essere libero dai condizionamenti esterni ed interni, avere una testa ed una coscienza libera, liberarsi dai pregiudizi e dai preconcetti che sono un problema culturale”
“Diventa chiarissimo che se avessimo la scelta determinata di eliminare la mafia, l’avremmo già fatto. Se lo Stato volesse sconfiggere la Mafia, ci riuscirebbe. Invece da 170 anni ancora non ci siamo riusciti, proprio perché la Mafia è entrata nei gangli dello Stato.
L’unica cosa che possiamo fare é partecipare, aprire gli occhi, informarci e ricordare che tutto ci riguarda: parliamo di responsabilità, ognuno deve assumersi le proprie a testa alta.
I giudici amministrano la giustizia, ma se i cittadini non denunciano e non fanno sentire la propria voce, non c’é giustizia, non può partire alcun processo; “
Alla fine dell’incontro, entrambe le ospiti sono commosse e colpite dall’originalità, trasporto e serietà con cui i ragazzi hanno partecipato all’evento, tanto che propongono addirittura di ripetere questa collaborazione anche il prossimo anno, all’interno del Tribunale oppure per le strade della città di Urbino in occasione dei 30 anni dalla strage di Capaci.
Chiudiamo l’articolo con le parole incoraggianti, indimenticabili e fiduciose che il magistrato ha rivolto ai ragazzi:
“Siete voi i protagonisti di questa società e siete voi il futuro del nostro Paese»
N. Pazzaglia


