“Questa è una lettera, ma senza destinatario, forse perché non so più chi sia, forse per
mancanza di coraggio o forse per la mera consapevolezza che queste parole cadrebbero nel vuoto.”
[…]
“Spesso la scusante assunta è la gelosia. In passato questo tuo
lato mi invitava a infilare il viso nell’incavo del tuo collo e inspirare sicurezza, perché la
convogliavi in un atteggiamento protettivo degno di una piccola principessa. Le situazioni che si
presentano sono le stesse, ma sei cambiato tu. Lo dimostri in episodi sempre più frequenti: pochi
giorni fa. sospettando che un tuo amico mi stesse dedicando attenzioni inopportune lo hai
sotterrato sotto una scarica di colpi, prendendotela anche con i compagni intervenuti che
proprio non capivano cosa ti fosse preso. Non lo capisco più nemmeno io. Quando sei cambiato
così? Come è potuto succedere? Davvero non lo so. Però di una cosa sono certa. Io. Non. Voglio.
Avere. Paura. Di. Te.”
V.Rossi
