
Alla scoperta della domus gentilizia di Sant’Angelo in Vado.
Chi avrebbe mai immaginato che così vicino a Urbino i Romani avessero lasciato una traccia simile? Questo lo stupore dei ragazzi del biennio che hanno visitato la Domus del Mito a Sant’Angelo in Vado, un sito archeologico poco noto a tutti noi, sebbene sia davvero molto interessante. Una piacevole sorpresa, quindi, una volta entrati nel sito archeologico, poter ammirare i vani della Domus con i pavimenti di mosaico riportati alla luce con una campagna di scavi tra il 2003 e il 2005. Le guide hanno illustrato la storia di questa grande domus gentilizia eretta verso la fine del I sec. d.C. e con la mente è stato possibile viaggiare negli anni e immaginare come vivevano gli abitanti di quella domus e che genere di persona fosse il proprietario. I principali soggetti rappresentati e i mosaici meglio conservati sono:
nel vestibolo “il trionfo di Nettuno” accompagnato dalla sposa Anfitrite (foto sopra) ; nel Tablinium
un busto di Dioniso con la corona di foglie di vite (foto a destra); una sala con una policromia di motivi geometrici e vegetali, con al centro la testa della Medusa irta di serpentelli e un altro vano, forse il triclinio, che presenta tondi figurati con figure simboliche, animali reali e fantastici, scene di animali marini in lotta tra loro e scene di caccia (foto sotto).
Sara Gori e Carlotta Truffa

