Il giorno della memoria

NELLA MEMORIA STA IL SAPERE UMANO, quello che ci permette di vivere il passato, il presente ed il futuro.

Fin dall’antichità l’uomo ha iniziato a guardarsi intorno per cogliere più informazioni possibili sull’ambiente circostante e ha imparato ad elaborare tutto il suo sapere in modo da poter memorizzare ciò che aveva scoperto e questa conoscenza lo ha portato a comportarsi in un certo modo, ha condizionato  il suo modo di essere e di agire, ha plasmato la sua personalità.

Nella sua memoria l’uomo ha costruito la sua identità, è diventato un individuo unico, si è contraddistinto da chiunque.

La memoria non è una prerogativa solo del singolo individuo, ma esiste anche una memoria collettiva, in estensione e in contrapposizione a   quella individuale e cioè un insieme di avvenimenti positivi o negativi vissuti da un gruppo di persone che hanno condiviso consciamente o inconsciamente certi fatti.

Pensiamo a momenti storici come l’Olacausto, le guerre mondiali o anche momenti speciali e belli come lo sbarco sulla luna vissuto ed immagazzinato nella memoria di tutto il mondo.

Proprio in relazione al periodo nazista è stata istituita la giornata della memoria fissata il 27 gennaio di ogni anno, in coincidenza del giorno della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz e anche l’Italia come tanti altri paesi ha deciso di aderire.

L’uomo ha voluto da sempre conquistare un posto nel mondo, ogni uomo con la propria individualità ha lasciato un segno, il proprio nome nella storia, un nome che discende da nobili passati, un nome di coloro che hanno compiuto opere grandiose in tutti i campi, oppure un nome comune di gente che ha vissuto e vive una vita normale.

In ogni uomo, qualunque sia il suo nome, c’è una memoria che caratterizza la sua esistenza e che lo contraddistingue da qualsiasi altro individuo in maniera assolutamente personale e unica.

Palma Matteo