“C’è ancora domani” è un film del 2023 diretto e interpretato da Paola Cortellesi, ambientato a Roma nel secondo dopoguerra, più precisamente nel 1946. Il film è stato girato interamente in bianco e nero come i film d’epoca , per riportare gli spettatori indietro nel passato e farli immedesimare ancora meglio nella triste e dura realtà di quei tempi. La protagonista del film è Delia, moglie del violento Ivano dal quale subisce costantemente e sopporta passivamente i suoi abusi verbali e fisici. La donna è sottomessa al marito che la maltratta e picchia per futili motivi.
Il tema di questo film è quindi quello della violenza sulle donne, un argomento purtroppo molto vivo e presente ancora oggi. Il film tratta della condizione femminile in Italia nel secondo dopoguerra e della sua posizione subalterna rispetto all’uomo nei vari ambiti della vita sociale, civile ed economica. Ad esempio, in
una scena, possiamo notare la differenza del salario tra uomo e donna nell’ambito del lavoro. Delia lavorava da tre anni in un negozio di riparazione di ombrelli e un giovane ragazzo inesperto che da poco ha appena cominciato a lavorare lì percepisce una paga nettamente superiore a lei solo perché è maschio, questa è la giustificazione del datore di lavoro alle lamentele di Delia.
La Cortellesi, in quanto attrice comica, è riuscita a raccontare questo problema sociale con leggerezza e naturalezza, alternando momenti più realistici e crudi con battute più divertenti.
Delia, oltre ad essere moglie, è anche madre di tre figli, due maschi e una femmina, Marcella. La sua giornata si divide tra varie faccende domestiche e lavori umili, tra cui quello di infermiera a domicilio. Trova sollievo nell’amicizia con Marisa, una donna spiritosa e ottimista, e in Nino, un meccanico con cui in passato ha avuto una relazione.
Un giorno, Delia restituisce una foto di famiglia trovata in strada, per terra, al suo proprietario, il soldato afroamericano William, il quale si offre di aiutarla dato che ha notato sul suo braccio i segni del le violenze domestiche a cui è sottoposta quotidianamente.
La donna, poi, riceve una misteriosa lettera che decide di conservare e custodire, traendo da essa la forza per reagire progressivamente alla sua condizione. Intanto, Marcella è in procinto di sposarsi con Giulio, il giovane rampollo di una famiglia benestante che si è arricchita grazie all’apertura di un bar.
Tuttavia, assistendo a un episodio in cui Giulio minaccia la sua futura sposa, Delia capisce che la figlia andrebbe così incontro a un matrimonio simile al suo, in cui verrebbe regolarmente vessata e umiliata dal marito. Per evitare che questo possa accadere, con l’aiuto di William fa dunque esplodere il locale del futuro genero cosicché i suoi genitori vedano interrompersi il loro benessere e si trasferiscano in un’altra città.
Dopo tutto questo, sembra che finalmente Delia sia decisa a scappare da Ivano accettando l’invito di Nino di fuggire insieme il 2 giugno con la scusa di dover andare a casa della sua amica Marisa per fare delle punture. Tuttavia, lo stesso giorno il suocero, che viveva in casa con loro, muore improvvisamente e la donna si trova impossibilitata a uscire di casa. Ciononostante, il giorno seguente, Delia si avvia per compiere finalmente ciò che aveva in programma: si reca di nascosto alle urne per votare al referendum istituzionale in cui si doveva scegliere tra monarchia e repubblica e per eleggere l’Assemblea costituente. Per la prima volta anche le donne fecero parte del corpo elettorale, venne così raggiunto il pieno suffragio
universale. Avendo perduto per sbaglio in casa la tessera elettorale, rinvenuta prima da Ivano e poi da Marcella, si vede inseguita da entrambi. Marcella lei le riconsegnerà in tempo il documento valido per esprimere il proprio voto e Ivano non riuscirà a fermarla dal far valere i propri diritti.
Si tratta di un finale a sorpresa, inaspettato ed emozionante che lascia lo spettatore stupito e a bocca aperta. La Cortellesi è stata molto brava a farci credere attraverso una serie di dettagli che lei alla fine volesse scappare insieme al suo ex fidanzato per rifarsi una nuova vita lontano dalle violenze e dagli abusi del marito. Ma così non è: dopo una vita come moglie maltrattata e madre carica di sofferenza e sacrifici per i suoi figli, è lei ad aver compiuto per una volta un gesto eroico: aver contribuito con il suo voto, quello di una donna, a regalare all’Italia del dopoguerra un futuro migliore per tutte le mogli e madri in difficoltà. Il titolo “C’è ancora domani” indica la consapevolezza che, nonostante Delia non abbia potuto votare il 2 giugno a causa della morte improvvisa del suocero, avrà un’altra occasione il giorno successivo.
Tutti gli studenti del Raffaello, riuniti in assemblea al cinema ducale hanno visto il film e partecipato al dibattito sul tema proposto con grande interesse.
S. Suigi
