Lo siamo davvero per affrontare la scelta universitaria?

La scelta dell’università è senza dubbio una delle decisioni più importanti nella vita di uno studente. Che cosa genera l’inevitabile ansia che la precede e, soprattutto, abbiamo gli strumenti necessari per prendere una decisione consapevole? La paura di sbagliare, di guastare irreparabilmente il nostro futuro, di deludere, i facili entusiasmi e l’idea di imboccare una strada che non ci piace realmente possono offuscare anche le menti più lucide; proprio per questo motivo è interessante capire se la scuola ci offre la possibilità di vedere con più chiarezza le nostre opzioni. A partire dal triennio l’istituto organizza vari incontri tuttavia la principale difficoltà dello studente nasce dentro di sé e raramente viene insegnato a comprenderla. Ci sono ragazzi che cercano di procrastinare il più possibile provando a tutti i costi a non pensarci, a rinviare il momento della scelta. Lo dicono i dati: secondo un’indagine del Cisia (Consorzio universitario) eseguita nel 2021, il 73% degli studenti compie un’ iscrizione last minute dopo la maturità.
Per quanto riguarda la realtà del Raffaello ci sono varie misure che la scuola adotta per facilitare i ragazzi. In primo luogo lo sportello di orientamento che consiste in un incontro con una psicologa specializzata; vengono poi organizzate varie presentazioni di facoltà. La scuola sembra mostrarsi abbastanza d’aiuto nei confronti di chi deve affrontare una simile scelta ma entra in gioco solo alla fine di un percorso che lo studente inizia molto prima e che è strettamente collegato alla formazione della sua identità da adulto.
Come contribuisce la scuola nel lungo termine a fare la differenza?
Più riusciamo a comprendere noi stessi meglio saremo supportati nella scelta. L’opportunità di avere degli stimoli per farci riflettere su chi siamo e su ciò che realmente vogliamo, distaccandoci dalle pressioni sociali e familiari da cui siamo costantemente oppressi, sarebbe l’aiuto più prezioso per accompagnarci in una realizzazione più completa. Molti studenti non hanno ancora chiaro quali siano le loro passioni; il che rende difficile individuare il percorso di studi più adatto. I professori in questo sono fondamentali poiché gli input che provengono da loro sono i più frequenti e diretti. Se riuscissimo a cogliere meglio la profondità dei messaggi che ci vengono veicolati sono sicura che il dubbio si attenuerebbe molto più facilmente.
Non sono soluzioni universali in quanto sono indispensabili anche quelle di natura pratica come gli open day o le consulenze orientative per avere un riscontro reale su come realizzare i nostri progetti.Se solo prestassimo un po’ di attenzione in più a noi stessi, a ciò che ci circonda ed a come lo viviamo, capiremmo che siamo noi a dover “partorire” la nostra idea con il minor numero di condizionamenti possibile e per quanto possa essere comprensibile avere paura di quello che ci attende, fare questo passo con coraggio e accettarne le conseguenze è l’unica via.
Siamo di fronte ad una scelta che pensiamo essere totalizzante e abbiamo poche opzioni: rincorrere una carriera che potrebbe essere il sogno di altri e potenziale fonte di frustrazione, oppure costruire un qualcosa di stabile basato su noi stessi? Siamo sempre in bilico ma forse “voler fare i duri” non è più di moda e avere il coraggio di rischiare, seppur temendo il futuro ma provando ad essere fedeli a noi stessi, è la vera innovazione.
G. Gregorini
