Il 24 Marzo il Prof. Enrico Tosi, membro del Comitato Ciclovia del Metauro è venuto a scuola per incontrare la nostra classe e discutere della problematica del tratto ferroviario Fano-Urbino. La nostra classe si è occupata negli ultimi mesi di questa criticità nell’ambito delle attività del progetto Erasmus + You’R Nature You’R Future, in particolare in vista della mobilità di ottobre in Grecia che sarà dedicata proprio al Trasporto Sostenibile.
Dall’incontro è emerso che la ferrovia, nel suo stato attuale, è inutilizzabile in quanto dismessa, e che i possibili utilizzi che si potrebbero fare dei binari e del terreno circostante sono principalmente tre: ferrovia a scopo turistico, pista ciclabile, o un percorso per pedoni. A seguito dell’incontro, la mattina del 17 aprile 2023 ci siamo recati a Fano, accompagnati e guidati dal professor Tosi e le docenti Parisi e Biagiotti per compiere un sopralluogo su un tratto della ferrovia.

Mentre camminiamo per un tratto di ferrovia per qualche centinaia di metri in direzione del mare allo scopo di accertarne la condizione e ispezionarne il territorio circostante, il professore Tosi spiega che la ferrovia, bene immobile della RFI (Reti Ferroviarie Italiane), è ormai in disuso in seguito alla sua dismissione definitiva nel 2011, e ormai, nelle sue condizioni attuali, potrebbe essere ripristinata solo mettendo in atto determinate misure di restauro e messa in sicurezza, che richiederebbero tuttavia una grande somma di denaro, tempo e collaborazione da parte di tutti i cittadini e volontari delle zone interessate. Se anche la ferrovia fosse di nuovo messa in funzione, sarebbe possibile farlo esclusivamente a scopo turistico secondo la legge 9 agosto 2017 n.128, che riguarda le disposizioni per l’istituzione di ferrovie turistiche mediante il rimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico.
La ferrovia non è più stata adeguatamente curata a partire dal 1987, data di sospensione dal servizio, e ciò ha comportato il deterioramento dei binari e delle traversine di legno su ognuna delle quali è infisso un chiodo che riporta due numeri, ad esempio 78, probabilmente riferiti alla data di sostituzione delle traversine stesse. Lungo i binari, è sorta una vegetazione lussureggiante che in numerosi tratti ha coperto i binari stessi, rendendoli inagibili. Le norme ferroviarie richiedono infatti che i binari e i loro dintorni siano del tutto liberi da vegetazione per una distanza minima di 3 m. Oltre a questo, lungo i binari e nella fascia di rispetto ferroviario sono stati costruiti o ampliati numerosi edifici: abitazioni private, condomini e altre strutture; è presente anche il Centro di Educazione ambientale “Casa Archilei” realizzato molto prima della ferrovia. Queste strutture si trovano ad una distanza troppo ravvicinata ai binari per le norme di sicurezza che tutte le ferrovie devono rispettare; dato che la Ferrovia è stata dismessa, non è possibile richiedere la demolizione di questi edifici tramite potere retro-attivo.

Un’ulteriore problematica sorge nei punti in cui i binari sono stati coperti dall’asfalto, dove sono state costruite strade: in questi incroci, occorrerebbe porre dei sistemi di controllo quali passaggi a livello e semafori. Anche questa operazione richiederebbe una grande somma di denaro e risorse, dato che gli incroci da coprire nel tratto Fano-Urbino sono in tutto 97.
In conclusione, il professor Tosi, constatando che la riabilitazione di una ferrovia sia un’impresa estremamente ardua ed economicamente svantaggiosa, si fa portatore dell’istanza del Comitato Ciclovia del Metauro per la realizzazione di una ciclovia: tale ciclovia sarebbe realizzata non sui binari, bensì lungo di essi posta ad una distanza di sicurezza variabile tra 1,5 e 4 m. e separata da una barriera protettiva in osservanza delle norme stabilite dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (ANSF).
La possibilità di poter osservare dal vivo un tratto di ferrovia, nelle condizioni in cui si presenta attualmente, ci è stato molto utile, soprattutto per inquadrare meglio l’intera problematica sotto ogni aspetto.
Giorgi A., Mariani C., Mochi N., Reginelli M.
