Una giornata dedicata all’informazione sulle malattie e il tumore, un confronto con i professionisti per la formazione sugli stili di vita per prevenire la malattia così il magnifico rettore Giorgio Calcagnini ha aperto l’incontro organizzato dall’A.I.D.O. per la Giornata internazionale contro il cancro, nell’ambito del “Progetto Martina” dell’IIS Raffaello. Tra i relatori il dott. Brancaleoni, primario di anestesia e rianimazione e allievo di Umberto Veronesi [luminare di oncologia], si è soffermato sulla problematica del cancro alla mammella sottolineando i passi da gigante fatti dalla medicina sia dal punto di vista terapeutico sia da quello riabilitativo: infatti con la quadrectomia, un taglio il più piccolo possibile, si asporta il tumore e il linfonodo sentinella, se il tumore si è propagato, e successivamente c’è la ricostruzione, che serve per permettere di vivere senza problemi fisici o estetici. Inoltre, ha sottolineato come con la prevenzione adeguata (autopalpazione, ecografia e mammografia) e precoce attuata su scala nazionale, quindi fatta da TUTTE le donne, si avrebbe una riduzione della mortalità del 18% (oltre 5000 vite salvate).
Il dott. Catalano, direttore di oncologia dell’ospedale di Urbino, e gli altri relatori hanno spiegato i principali fattori di rischio. Oltre a familiarità genetiche le principali cause sono dovute a stili di vita non sani quali fumo (anche tabacco riscaldato e sigarette elettroniche, che anzi aumentano la probabilità del 400 %), alcol, dieta squilibrata, vita sedentaria, obesità, esposizione ai raggi solari senza protezione, alcune complicazioni dovute a infezioni (come il papilloma virus) e un mix di condizioni ambientali come può essere l’inquinamento. Quindi agendo su questi fattori, ovvero facendo sport, seguendo la dieta mediterranea, facendo il vaccino per papilloma virus… e svolgendo regolarmente i controlli (sangue nelle feci, pap test…) si riduce sensibilmente il fattore di rischio ed è possibile un intervento tempestivo sul tumore. L’ultima raccomandazione è stata quella di informarci solo da fonti verificate e di diffidare delle sintesi che si trovano on-line, soprattutto quelle generate dall’I.A., per l’informazione in campo medico.
D. Ceccarini

