INTERVISTA MAIA CALZINI: QUARTO ANNO IN COSTA RICA

C­osa ti ha spinto a scegliere la Costa Rica per il tuo quarto anno all’estero?

L’anno all’estero in generale è un mio sogno da ormai tanti anni, tutto è cominciato vedendo film e video a riguardo fin dalle medie, e quando è finalmente arrivato il momento di iscriversi e fare la lista dei Paesi, il Costa Rica ha attirato subito la mia attenzione. La varietà della sua biodiversità con foreste tropicali, spiagge e vulcani, e la presenza di animali come bradipi, scimmie, tucani e tartarughe mi hanno spinta a metterla proprio come prima opzione. Inoltre da sempre sono affascinata dalla cultura dell’America latina e dalla lingua spagnola, che non avevo mai studiato.

In quale città stai vivendo e cosa ti piace di più?

Sto vivendo in una cittadina a sud ovest del Paese, vicina alla costa pacifica, chiamata San Isidro del General. Mi piace perché pur essendo una città abbastanza grande, almeno per un paese come il Costa Rica, non manca il verde: dalle montagne che la circondano alla presenza di numerosi parchi e spazi all’aperto. Inoltre mi ritengo fortunata perchè ho alcune delle spiagge più belle del Paese a meno di un’ora di macchina.

Da quanto tempo sei lì?

Sono arrivata in Costa Rica a fine luglio, quindi sono qui da ormai nove mesi.

Dove alloggi? E com’è stato l’impatto iniziale?

Vivo con la mia famiglia ospitante, formata dai genitori e da una sorella e un fratello di qualche anno più grandi di me. Il primo mese non è stato facile: infatti oltre a dover affrontare molte novità, ho anche vissuto un cambio di famiglia. Però, appena sono arrivata nella mia attuale famiglia, all’inizio di settembre, le cose hanno cominciato ad andare molto meglio. Ho iniziato ad apprezzare il cibo, molto differente da quello a cui ero abituata in Italia, ho cominciato a capire e comunicare in spagnolo, ho iniziato a conoscere sempre più persone del posto, ho iniziato la scuola, e in generale mi sono abituata ad uno stile di vita molto più rilassato e lento, con giornate che cominciano presto e finiscono tardi.

La tua esperienza corrisponde alle tue aspettative?

Una delle cose che ci è stata ripetuta più spesso durante gli incontri prima della partenza, è stata proprio quella di non farsi aspettative, perché ogni esperienza è unica. Ovviamente però è impossibile non averne nessuna, e anch’io avevo le mie. Non tutto è andato come l’avevo immaginato, ma ho imparato ad accettarlo e ad apprezzare tutti quegli altri aspetti che non avrei nemmeno potuto immaginare e che sono andati ben oltre le mie aspettative. 

Ho avuto l’occasione di vivere momenti incredibili: vedere un bradipo nel giardino della scuola, raccogliere caffè direttamente dalle piante, scendere da un vulcano su una tavola di legno, vedere le tartarughe deporre uova in una spiaggia di notte, festeggiare Natale e Capodanno in pantaloncini e maglietta. Sicuramente non tutto è stato come me l’aspettavo, ma ho vissuto momenti che mai mi sarei sognata di vivere a soli sedici anni.

Qual è la tua routine quotidiana?

La scuola comincia alle 7:00 del mattino, quindi la mia sveglia suona molto presto. La giornata inizia sempre con una doccia, per affrontare il caldo della giornata. Colazione con caffè e Gallo Pinto (piatto tipico costaricense a base di riso e fagioli), e poi scuola fino alle 16:30. La giornata è lunga, però ci sono numerose ricreazioni e una pausa pranzo di un’ora nella quale è possibile uscire da scuola. In generale le lezioni sono molto interattive, per cui la giornata passa molto rapidamente. Finite le lezioni prendo il bus con i miei amici per tornare a casa, e a volte vado in palestra o a correre. Poi se ne ho, faccio i compiti, ceno con la mia famiglia, guardo un film e vado a dormire.

In quale lingua comunichi?

Lo spagnolo è sicuramente la lingua che parlo di più: in famiglia, a scuola e con gli amici. Spesso però, parlo anche inglese con gli altri ragazzi che stanno facendo l’anno all’estero. Nella mia città ho la fortuna di averne parecchi, due tedeschi, uno svizzero, una francese, una turca e un’altra italiana. E’ molto bello avere altri ragazzi che stanno facendo la mia stessa esperienza perché nei momenti un po’ difficili sono proprio loro quelli che possono essere più d’aiuto, capendo la situazione meglio di chiunque altro.

Di quali aspetti culturali della Costa Rica  ci vuoi parlare?

Uno degli aspetti che sicuramente ricorderò anche una volta tornata in Italia è lo stile di vita, che qua chiamano Pura Vida. E’ difficile da definire, ma lo descriverei come un affrontare la giornata con calma, senza stressarsi o pensare troppo alle cose, apprezzare quello che si ha ed avere sempre un atteggiamento positivo nella vita. Viene usato come saluto, come risposta al “come va?” o come ringraziamento.

Pensi che questa esperienza ti stia cambiando?

Sì, questa esperienza mi sta decisamente cambiando. Partire a sedici anni per trascorrere un anno dall’altre parte del mondo da sola mi ha messa di fronte a situazioni che mi hanno permesso di crescere molto. In primo luogo ho capito che molte delle cose che prima davo per scontate in realtà non lo sono affatto. Inoltre questa esperienza mi ha insegnato ad essere più autonoma, ad adattarmi, a sentire la mancanza di casa, a comunicare in una nuova lingua e a conoscere meglio me stessa.

Cosa consiglieresti a chi vuole fare la tua stessa esperienza?

E’ un’esperienza che consiglierei assolutamente, però bisogna esserne sicuri, perché ci saranno molte cose a cui doversi abituare. Se si ha voglia di mettersi completamente in discussione, vivere un anno in un altro Paese e conoscere nuove persone e una nuova cultura, allora questa è un’opportunità da non farsi sfuggire.

Personalmente sarò per sempre grata di averla colta, e non esagero quando dico che mi ha davvero cambiato la vita!

M. Calzini, Z. Araba