Ci sono state diverse pandemie nel corso della storia, ma quella del Covid-19 ci riguarda da vicino.
Negli ultimi due anni, più precisamente da Febbraio 2020, il Covid 19 ha causato migliaia di vittime, è stato il “killer” di molti anziani, ha generato molti problemi a livello sociale ed economico e ha destabilizzato psicologicamente molte persone.
Nel 2020, all’inizio di tutto, a causa della rapida diffusione della pandemia, le autorità hanno decretato diversi lockdown che ci hanno chiusi in casa, senza poter uscire per circa quattro mesi: non potevamo andare a trovare i nostri parenti e i nostri amici, si poteva uscire solo per fare la spesa, per portare fuori il proprio animale domestico, per motivi lavorativi e per problemi di salute.
Abbiamo vissuto mesi molto lunghi di sospensione,carichi di brutte notizie, ci siamo affidati totalmente a chi sapeva e a chi aveva più conoscenze di noi: ai medici e ai virologi, ai politici e ai giornalisti che continuamente ci bombardavano di nuovi dati sui contagi che sembravano bollettini di guerra.
Non sapevamo quando tutto questo sarebbe finito. “Tutto andrà bene” era lo slogan più diffuso.
Pensavamo che finisse presto, ma così non è stato, sono ormai due anni che viviamo la pandemia e ancora non ne siamo fuori.
Finalmente, dopo tanti studi e ricerche, siamo riusciti, o meglio, gli scienziati sono riusciti a trovare il vaccino per combattere il terribile coronavirus.
Le persone più anziane e più fragili si sono vaccinati per primi, poi a seguire la campagna vaccinale ha coinvolto tutte le altre fasce d’età età, fino ad arrivare a noi, i più piccoli.
Ci sono stati molti scontri a livello politico e molti dibattiti sull’efficacia del vaccino e i cosiddetti no vax ancora oggi non vogliono vaccinarsi.
Tutti abbiamo bisogno del “green pass”, una specie di passaporto che dichiara l’avvenuta vaccinazione o l’avvenuta immunizzazione al virus, per poterci spostare liberamente in sicurezza, per poter andare nei ristoranti, bar, centri commerciali, sui mezzi pubblici.
Ognuno di noi vive con l’ansia, la nostra vita è punteggiata di: variante delta, omicron, zone gialle, bianche o rosse, quarantene, distanziamenti, auto isolamenti, prima, seconda e terza dose di vaccino, tre giorni di didattica a distanza per qualcuno, sette o dieci per altri a seconda dei casi, mascherine obbligatorie, chirurgiche o FFP2, con la preoccupazione di uscire dalla propria casa, di contagiarsi, di perdere le persone a cui si vuole bene, eccetera, eccetera.
Tutti speriamo di liberarci da questo incubo il prima possibile, ci mancano gli abbracci, i baci, il contatto fisico.
Allo stesso tempo però, penso che questa pandemia abbia fatto cambiare e crescere molte persone, compresa me stessa, perché mi sta facendo capire l’importanza della vita di tutti i giorni, quella che prima ritenevo noiosa, l’importanza dei gesti semplici, di passare dei bei momenti con la mia famiglia, cosa che prima ritenevo scontato.
E. Mancini
