Raffaello – Il Principe delle Arti In 3D

Quale migliore set per le riprese di un film d’arte sulla vita di Raffaello ? Ovviamente la sua casa natale  nel cuore di Urbino.

Ai primi di settembre del 2016  la città ducale  si è trasformata nella cornice ideale per le scene  di Raffaello – Il Principe delle Arti In 3D, prodotto da Sky  in collaborazione con i Musei Vaticani  che potremo vedere al cinema il 3, 4 e 5 aprile 2017. Si tratta della prima trasposizione cinematografica mai realizzata su Raffaello Sanzio.

Ho avuto la bellissima opportunità, in occasione della mia attività di Alternanza Scuola-Lavoro, svolta proprio presso la casa-museo Raffello, di assistere a due giorni di riprese incontrando  i membri della troupe, il  regista e alcuni attori come Enrico Lo Verso, interprete di Giovanni Santi, padre del famoso pittore. E’ stato interessante osservare direttamente come si gira un film, vivere il famoso backstage, vedere quante persone collaborano all’allestimento delle scenografie, alla ricostruzione degli ambienti, alle luci, al suono e ai costumi.

Mi sono sorpreso nell’osservare da vicino alcune macchine da presa di ultima generazione capaci di realizzare effetti in 3D nel sovrapporre contemporaneamente le  immagini in un gioco di interno-esterno  molto accattivante, realizzato sotto la maestria del regista mai soddisfatto.

Le scene venivano ripetute molte volte e i problemi  più frequenti derivavano dalla  preparazione dei colori  che sporcavano abiti ed ambienti. Ho trovato molto simpatica la scena in cui il piccolo Raffaello faceva cadere il colore appena macinato da suo padre e dal suo giovane apprendista, per poi fuggire rincorso da tutti.

Il clima tra gli attori era professionale ma anche goliardico, si scherzava sui costumi rinascimentali indossati e sulle battute che a volte si sbagliavano.

Ciò che mi ha catturato è stata la loro capacità di immedesimazione nei personaggi, la disinvoltura nel recitare e il realismo delle scene, pur nella consapevolezza della finzione, quasi in un gioco serio. Ho scherzato con Giovanni Santi e il suo aiutante di bottega, il piccolo Raffaello, Magia Ciarla. Un grande onore per me!

Nelle pause,  tutta la troupe interagiva con gli operatori della casa Raffaello e con noi studenti in Alternanza. Si parlava di tutto: della città, di noi, del cibo, del caldo…

Molti urbinati sono stati coinvolti come comparse  e tutta la città ancora una volta si è sentita al centro della storia.

G. Caravita