L’amore nell’arte, l’amore per l’arte

Un percorso tematico dedicato all’amore all’interno del Palazzo Ducale di Urbino. Questo il tema  su cui abbiamo lavorato nell’ambito dell’esperienza di alternanza scuola-lavoro che  per il secondo anno  si è svolto  alla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino (Palazzo Ducale)

Mese di febbraio: quale migliore occasione per  declinare un percorso sull’amore nelle sue varie accezioni, amore per l’arte, amore familiare, materno e mitologico da illustrare agli studenti  delle scuole secondarie di secondo grado nella settimana dal 7 al 17 febbraio?

Nel Palazzo sono disseminate moltissime testimonianze  artistiche ispirate a  questo sentimento. Il percorso prevede un’introduzione sulla famiglia dei Montefeltro che volle la costruzione del meraviglioso Palazzo Ducale per celebrare la grandiosità della  sua casata, quindi procede descrivendo la personalità del Duca Federico, del figlio e dell’amata moglie, Battista Sforza.

Federico, infatti, era sì un uomo d’arme, molto valoroso, chiamato da altri feudatari in aiuto nelle varie battaglie, ma era anche un padre di famiglia affettuoso (chiamava le figlie “Mamole”) e un marito molto innamorato della moglie, che, purtroppo, morì precocemente, all’età di soli 26 anni. Il Duca non volle più risposarsi, nonostante le varie pressioni ricevute. Una testimonianza di questo amore è la Camera Picta o meglio Sala delle Nozze, un ambiente decorato da pitture a secco con puttini e cavalieri; probabilmente in origine conteneva l’Alcova in legno dipinto ancora conservata a Palazzo.

Il ritratto del Duca con il figlio Guidubaldo realizzato da Pedro Berruguete è un’ulteriore testimonianza del forte legame che egli  aveva con l’unico figlio maschio.

Lo Studiolo, invece, è la massima espressione dell’amore per le arti di Federico, cultore di  musica, astronomia, letteratura, come testimoniano le ventotto tavole di “uomini illustri” che ne tappezzano le pareti. I maggiori rappresentanti della cultura dell’epoca furono chiamati a Palazzo per abbellire e valorizzare con la loro opera il  Palazzo di Urbino.

Al piano superiore della Galleria troviamo, invece, testimonianze  artistiche ispirate all’amore materno  rappresentato dalla Madonna con Bambino del Sassoferrato e dalla Madonna con Bambino e santa Francesca Romana del Gentileschi.

Le pitture che ornano alcuni vasi in ceramica, sempre conservate al secondo piano, hanno offerto lo spunto per raccontare alcuni amori mitologici, come quello di Ero e Leandro.

Le scolaresche hanno dimostrato molto interesse, soprattutto per quest’ultima tappa del percorso, che più stimolava  la loro fantasia.

Quest’esperienza, realizzata grazie alla grande disponibilità  della sezione didattica della Galleria Nazionale, ci ha permesso di scoprire aspetti peculiari della cultura del nostro territorio che certamente potranno costituire un bagaglio prezioso nella nostra formazione e che non avremmo potuto conoscere altrimenti.

A. Burattini e M. De Angeli