Floris in una “Storia di un uomo magro”

Il 31 gennaio 2024 noi studenti dell’Istituto Raffaello abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare il monologo dell’attore Paolo Floris in occasione della Giornata della Memoria “Storia di un uomo magro” tratto dal libro “La ghianda è una ciliegia” dello scrittore sardo Giacomo Mameli. 

Il protagonista di questa storia è Vittorio Palmas di Perdasdefogu, un uomo magro dal peso di 62 chilogrammi che vive in un paese povero. Vittorio nonostante la povertà e la magrezza che lo caratterizzano conduce una vita serena. Con l’avvento della Seconda Guerra Mondiale, questa serenità viene interrotta per tutti, tranne per i “capi grassi”, che manovrano il popolo per aumentare il loro potere e la loro ricchezza, diventando per l’appunto sempre più “grassi”. Vittorio è costretto ad arruolarsi. Combatte per qualche tempo ma, dopo l’armistizio con la Iugoslavia, come tanti italiani viene deportato nel campo di concentramento nazista di Bergen Belsen, diventando sempre più magro. 

Insieme a loro vi sono ebrei, omosessuali, zingari e anche qualche prigioniero politico. Questi ultimi non vengono nemmeno costretti a lavorare, sono subito destinati alla morte, per poi essere bruciati nei crematori. 

Ogni settimana i reclusi vengono pesati e chi non supera i 35 kg viene ucciso. Quello di Vittorio è stato probabilmente un colpo di fortuna: quando tocca a lui, la bilancia misura 37 kg. Vittorio Palmas, per quei due chili in più, ha avuto la possibilità di vivere fino all’età di 106 anni.

 La sua vicenda è arrivata fino a noi e grazie a quei de chili in più ci aiuta a comprendere l’importanza della memoria, per non ripetere gli orrori del passato.

K. Rrika

, ,