Io vi accuso, di Concetto Vecchio

Giacomo Matteotti, un fiero oppositore del governo fascista

Il 18 ottobre, noi studenti della classe 5C AFM insieme alle altre classi quinte dell’Istituto Raffaello siamo stati invitati, ai fini dell’orientamento scolastico, all’incontro   “PAROLE DI GIUSTIZIA” – con Concetto Vecchio su “Giacomo Matteotti, al crocevia tra democrazia e fascismo” –  tenutosi alla facoltà di economia dell’Università di Urbino. L’incontro si è articolato in tre parti: la visione di un breve documentario su Matteotti, la conferenza del giornalista Concetto Vecchio e una lettura scenica dell’ultimo discorso del deputato, curata dal Centro Teatrale Universitario.

Il documentario, intitolato “Il delitto Matteotti,” illustrava il ruolo e le azioni di Matteotti prima del suo assassinio da parte dei fascisti, e l’impatto che queste hanno avuto in seguito per la storia d’Italia L’omicidio del deputato socialista, avvenuto il 10 giugno 1924, ha segnato la fine di oltre mezzo secolo di politica parlamentare italiana. Concetto Vecchio ha poi presentato la figura di Matteotti, a cui ha dedicato il libro “Io vi accuso“. Durante la conferenza, il giornalista ha delineato un profilo umano e politico di Matteotti. Era sposato con Velia Titta, una donna profondamente diversa da lui: egli, ateo e dedito alla politica, passava poco tempo a casa, mentre lei, cattolica, amava scrivere romanzi e poesie. Nonostante ciò il loro rapporto, che si nutriva nell’assenza, è stato fondante per Matteotti sia dal punto di vista personale che professionale.

La storia di Matteotti ci riguarda per due motivi: innanzitutto, difendendo il Parlamento, ha difeso la democrazia; inoltre, si è sporcato le mani migliorando la vita dei poveri quando avrebbe potuto disinteressarsene completamente date le sue condizioni benestanti. Vecchio ha descritto Matteotti come un “antitaliano”, non per la sua mancanza di patriottismo, ma poiché incarnava il coraggio di opporsi all’ingiustizia e la determinazione a difendere la libertà del popolo, valori profondamente radicati nella storia italiana.

Dopo la conferenza, abbiamo assistito a una lettura scenica del testo “L’ultimo discorso. Giacomo Matteotti 30 maggio 1924,” scritto dal giurista e scrittore Giuseppe Battarino. La scena è stata interpretata da Michele Pagliaroni e Alice Pagliaro, che hanno dato voce rispettivamente a Matteotti e ai parlamentari che si opponevano alle sue parole. Quest’ultimo discorso ci ha permesso di riconoscere in Matteotti il simbolo del coraggio civile. Egli comprendeva chiaramente la natura violenta del fascismo e, nonostante ciò, ha scelto di lottare fino alla fine per la libertà e la dignità del popolo italiano.

Questo incontro ci fatto riflettere sull’importanza della memoria storica e sul valore della giustizia e della democrazia, oggi più che mai necessari. Con il suo libro Concetto Vecchio ci avvicina a una vicenda che rappresenta ancora una grande lezione di civismo.

H. Aamri, A. Giovanelli

, , ,