Concorso di poesia “GIACOMO LEOPARDI” Seconda Edizione 2019/20

Pubblichiamo di seguito i testi vincitori della Seconda edizione del Concorso Giacomo Leopardi

1˚  Classificato

AL FUTURO

Finalmente solo,

lontano dal lavoro,

sulla vecchia sedia,

sei ora appoggiato.

Apri un vecchio libro

di vecchi ricordi

che non spolveravi

da un vecchio tempo

passato da troppo.

Lambendo le tue dita adulte

scorri le pagine dall’ultima,

per scavare dalla superficie

i pensieri della tua giovane,

ormai vecchia, mente.

Continui a leggere.

Con nostalgia sfogli le facciate

e più ne leggi più sgorgano

lacrime lente dal capezzale

dei tuoi occhi stanchi.

Toccando la carta

ancora cerchi

di toccare me,

mentre scrivo, ora

cerchi un contatto.

Rimpiangi ancora

il mio tempo

Presente, tuo Passato,

che ti sembra volato

ma ora, chiudi gli occhi.

Ora dalle mani ti scivola il Libro.

G. CARLONI

2˚  CLASSIFICATO, EX EQUO

Mi manca la Primavera,

arrivare in Fortezza

con il sole che mi bacia.

Mi guardo intorno.

Persone.

Sguardi.

Sorrisi.

Mi manca

stendere il telo blu sull’erba

e stendermi a mia volta.

Ogni volta chiudo gli occhi,

ascolto 

le persone che parlano,

ridono,

il pallone che viene calciato.

Ad un tratto apro gli occhi:

sopra di me

il cielo limpido,

davanti a me

La Bellezza Eterna:

Urbino.

P. DEL BIANCO

SPLEEN 

Le nostre mani intrecciate come alla confessione

per gridare le nostre paure lanciate

come vento che tocca il vuoto.

Col nostro sangue caldo a toccarsi e

sciogliere

ogni dubbio

quasi ci fosse un Dio in questa stanza.

Y. ESSKIDRI

3˚  Classificato, EX EQUO

MI RICORDO

Mi ricordo umori di spuma

in un mare di bruma

Mi ricordo il barcone in giostra

imprigionato nella morsa

Mi ricordo le labbra salmate

le grida soffocate, madri addolorate

mi ricordo l’ansia scalciare nella pancia

il vento mi schiaffeggiava la faccia

mi ricordo i soldati, gli sguardi, le spinte

non ero benvoluto

striscia sangue liquirizia sotto un cielo muto

mi ricordo il cartoccio di risparmi bagnati

la notte piangere affamati

mi ricordo i fari accecati

una nuvola di pianti

mi ricordo i miei compagni scarni

ringraziare a terra ora che ne vedo i contorni.

L. ANTONIUCCI

SUB TEGMINE FAGI-SOTTO L’OMBRA DI UN FAGGIO

Eccelso Maestro Epicuro, degno dell’amore paterno,

come puoi rendere la beatitudine umana, effimera per natura,

eterna, sedando ciò che sottostà alle leggi della natura?

Credi forse che uccello che non voli sia uccello

felice, quando per paura accecante di cadere

rovinosamente rinnega la sua abile natura? 

N. DI BERARDINO