
Già dal titolo avevo capito che, nel corso della lettura, mi sarei imbattuta in riflessioni ed appunto lezioni date dalle varie esperienze, oltre a venture e sventure in barca.
Mi soffermo sempre sulle prefazioni, in ogni mia lettura, perché penso che possano aiutare a comprendere meglio le intenzioni dell’autore e ciò che sta dietro alla composizione del libro, in modo tale che a fine lettura possa dare un parere ed affermare di avere riscontrato o meno quanto è stato detto inizialmente.
Ho trovato molto carina, vera ed utile la parte “Caro lettore” e, avendo ormai terminato la lettura, posso dire con entusiasmo di aver ritrovato in ogni pagina il vero spirito di questo libro.
Alcune delle avventure che mi sono piaciute di più sono:
-Il dolore di Capri, toccante e profondo;
-Un viaggio di pace, vicenda davvero interessante, mi è dispiaciuto per l’esito;
-Il miracolo di San Michele che mi ha tenuta per tanto con il fiato sospeso;
-Bansigo: mi sono proprio divertita;
-La grande paura. Di quest’ultimo capitolo ho apprezzato le varie riflessioni sul destino… Ho sempre ritenuto che esista un destino e che ogni incontro ed evento siano in un certo senso voluti ma, leggendo quelle pagine e ascoltando le argomentazioni dell’autore, ho messo in discussione la mia opinione. Certamente, quella del destino e della fortuna è una grande domanda che la vita ci pone innanzi ogni giorno e continuerò a rifletterci, cercare pareri, leggere a riguardo. Oltre a ciò, mi sono incuriosita con canzoni e libri di bordo; ho trovato di particolare spunto ogni pensiero più personale e filosofico inserito tra le righe, come ad esempio qualche considerazione sull’amore, ed è stato interessante conoscere dalle descrizioni bei posti di mare e scoprire i segreti di quest’ultimo che da sempre rappresenta anche la vita. Per leggerlo ho dedicato solo un paio di pomeriggi e in qualche modo ho potuto vivere ognuna di quelle avventure per mezzo della lettura. Anche la lingua e lo stile rendono la lettura vicina al destinatario, comprensibile anche quando è tecnica e, molto spesso, familiare e divertente.
L. Contucci
