
Pubblichiamo di seguito i testi vincitori della Seconda edizione del Concorso Giacomo Leopardi
1˚ Classificato
AL FUTURO
Finalmente solo,
lontano dal lavoro,
sulla vecchia sedia,
sei ora appoggiato.
Apri un vecchio libro
di vecchi ricordi
che non spolveravi
da un vecchio tempo
passato da troppo.
Lambendo le tue dita adulte
scorri le pagine dall’ultima,
per scavare dalla superficie
i pensieri della tua giovane,
ormai vecchia, mente.
Continui a leggere.
Con nostalgia sfogli le facciate
e più ne leggi più sgorgano
lacrime lente dal capezzale
dei tuoi occhi stanchi.
Toccando la carta
ancora cerchi
di toccare me,
mentre scrivo, ora
cerchi un contatto.
Rimpiangi ancora
il mio tempo
Presente, tuo Passato,
che ti sembra volato
ma ora, chiudi gli occhi.
Ora dalle mani ti scivola il Libro.
G. CARLONI

2˚ CLASSIFICATO, EX EQUO
Mi manca la Primavera,
arrivare in Fortezza
con il sole che mi bacia.
Mi guardo intorno.
Persone.
Sguardi.
Sorrisi.
Mi manca
stendere il telo blu sull’erba
e stendermi a mia volta.
Ogni volta chiudo gli occhi,
ascolto
le persone che parlano,
ridono,
il pallone che viene calciato.
Ad un tratto apro gli occhi:
sopra di me
il cielo limpido,
davanti a me
La Bellezza Eterna:
Urbino.
P. DEL BIANCO
SPLEEN
Le nostre mani intrecciate come alla confessione
per gridare le nostre paure lanciate
come vento che tocca il vuoto.
Col nostro sangue caldo a toccarsi e
sciogliere
ogni dubbio
quasi ci fosse un Dio in questa stanza.
Y. ESSKIDRI

3˚ Classificato, EX EQUO
MI RICORDO
Mi ricordo umori di spuma
in un mare di bruma
Mi ricordo il barcone in giostra
imprigionato nella morsa
Mi ricordo le labbra salmate
le grida soffocate, madri addolorate
mi ricordo l’ansia scalciare nella pancia
il vento mi schiaffeggiava la faccia
mi ricordo i soldati, gli sguardi, le spinte
non ero benvoluto
striscia sangue liquirizia sotto un cielo muto
mi ricordo il cartoccio di risparmi bagnati
la notte piangere affamati
mi ricordo i fari accecati
una nuvola di pianti
mi ricordo i miei compagni scarni
ringraziare a terra ora che ne vedo i contorni.
L. ANTONIUCCI
SUB TEGMINE FAGI-SOTTO L’OMBRA DI UN FAGGIO
Eccelso Maestro Epicuro, degno dell’amore paterno,
come puoi rendere la beatitudine umana, effimera per natura,
eterna, sedando ciò che sottostà alle leggi della natura?
Credi forse che uccello che non voli sia uccello
felice, quando per paura accecante di cadere
rovinosamente rinnega la sua abile natura?
N. DI BERARDINO
