Brani da Il mare nero dell’indifferenza di Liliana Segre

Indifferenza. Tutto comincia da quella parola. Gli orrori di ieri, di oggi e di domani fioriscono all’ombra di quella parola. La chiave per comprendere le ragioni del male è racchiusa in quelle cinque sillabe, perché quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c’è limite all’orrore. È come assistere a un naufragio da una distanza di sicurezza. Non importa quanto grande sia la nave o quante persone abbia a bordo: il mare la inghiotte e, un attimo dopo, tutto torna uguale a prima. Non un’onda in superficie, non un’increspatura. Solo un’immobile distesa d’acqua salata.

L’indifferenza è comoda, è una scelta che è una non scelta. È più facile aderire a gruppi nei quali c’è qualcuno che decide al posto tuo. L’indifferenza è impunita: e come si fa a prendersela con gli indifferenti? Ti possono sempre rispondere che non hanno fatto nulla. “CIO’ CHE MI PREOCCUPA DI PIU’ NON E’ LA VIOLENZA DI POCHI, MA L’INDIFFERENZA DI MOLTI”.

“Ho visto e ho provato quanto l’indifferenza sia molto più grave della violenza stessa. La violenza non ci trova di solito impreparati, dalla violenza cerchiamo di difenderci, magari nascondendoci, magari preparandoci con armi morali o peggio ancora non morali, ma combattere l’indifferenza è impossibile, è come una nuvola grigia, è come una nebbia, qualcosa che ti stringe, incombe e non sai dov’è il tuo nemico. In fondo non è un tuo nemico, non fa nulla, ma è terribile quel non fare nulla, voltare la faccia dall’altra parte. Questo è successo in Italia, in tutta Europa, quando le leggi nazifasciste passarono in Francia, in Austria, in Ungheria: là dove c’era il potere nazifascista, gli ebrei furono vittime soprattutto dell’indifferenza”

È stata l’indifferenza il motore di quelle locomotive che trasportavano i convogli della morte. È stata l’indifferenza a rendere possibile l’impensabile, a rendere spaventosamente concrete teorie indegne. L’indifferenza è fatta di incuria, deresponsabilizzazione e sottovalutazione delle conseguenze, l’indifferenza consente alla violenza e alla discriminazione di affermarsi, anche grazie a quell’inerzia che ci induce a considerare normali cose che non lo sono affatto. A farci, all’orrore, l’abitudine.

Nessuno si voltò a guardarmi, mentre venivo portata via, respinta, arrestata, umiliata.

L’indifferenza è la colpa più grande. 

Brani scelti da G. Maffei, I. Habachi, A. Uglear, A. Verde

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