I costruttori di Pace

Martedì 24 ottobre la classe 3 AL, accompagnata dalla prof. Corrina, si è recata nel centro di Urbino per assistere alla mostra “Costruttori di pace”, prodotto del lavoro di Giorgio Tabanelli. L’idea è scaturita dalle diverse ricorrenze di questo ultimo anno: il bicentenario dalla nascita di Alessandro Serpieri, il centenario dalla nascita di Valerio Volpini, Ernesto Balducci e don Lorenzo Milani, ed infine i vent’anni dalla scomparsa di Carlo Bo. La mostra si impegna a ricordare queste figure storiche per il loro contributo di pace, citando anche personaggi importanti come Mohandas K. Gandhi, Giorgio La Pira e papa Giovanni Paolo II. L’esposizione è organizzata in diversi spazi, ognuno dedicato a una persona significante. Vi sono foto dei costruttori di pace, tra cui anche alcune dell’infanzia. Sono abbinate alle varie descrizioni, in cui confluiscono notizie sulla loro nascita, vita e la loro opera e infine la loro morte. Le informazioni sono il frutto del lavoro di unione tra diverse fonti come lettere, diari, appunti, periodici e molto altro, proveniente da biblioteche e repertori d’archivio. Questa esperienza, per i ragazzi di 3 AL, è stata sicuramente costruttiva. È stato interessante acquisire nuove conoscenze su persone così rilevanti nella storia, in modo differente. Possiamo ritenerla una buona alternativa di apprendimento al discorso unilaterale che avviene spesso all’interno della classe. Gli studenti coinvolti hanno ritagliato dalla vita dei costruttori di pace, i dati per rappresentare a pieno queste figure.

Valerio Volpini è nato a Fano il 29 novembre 1923 ed è stato un partigiano.

Ha partecipato alla guerra di liberazione e si è laureato in Lettere nel 1947 insieme a Carlo Bo. È stato giornalista e critico di ispirazione cattolica. Ha fondato la rivista “Leopardi”, ha acquisito la cittadinanza vaticana ed è stato consigliere della Regione Marche. Nel 1949 ha scritto “Barbanera”, un volumetto con prefazione di Carlo Bo.

Egli ha anche pubblicato delle raccolte di saggi critici sulla letteratura e sull’arte contemporanea. Durante il sequestro di Aldo Moro, nella primavera del 1978, Volpini scrisse  sull’ “Osservatore Romano” un corsivo anonimo di 15 righe, favorevole alla trattativa con le Brigate Rosse per salvare la vita dello statista; scritto che la stampa di tutto il mondo attribuì alla penna del Papa. Volpini è morto a Fano l’11 gennaio 2000.

Il secondo personaggio è Karol Jozef Wojtyla, diventato papa con il nome di Giovanni Paolo II. Nasce a Wadowice il 18 maggio del 1920.

 È stato nominato vescovo il 4 luglio del 1958 da papa Pio XII  e verrà eletto papa il 16 ottobre del 1978. Di origine polacca, è il primo papa non italiano dopo 455 anni. Definito Papa della Pace, invitava ogni donna ed uomo a operare per la pace affinchè possiamo diventarne noi tutti veri e propri difensori e costruttori della civiltà, della verità e dell’amore. Fu quindi il pontefice che camminò sulla via della pace, difesa come obiettivo, principio e mezzo, spendendosi con generosità infinita a favore dell’intera umanità. La notizia della sua morte scosse il mondo intero. Affetto dal morbo di Parkinson, morì il 2 aprile 2005, ad 84 anni, ma il suo incredibile contributo alla costruzione di un mondo migliore non sarà mai dimenticato.

Don Lorenzo Milani nacque in una colta famiglia a Firenze, il 27 maggio 1923.

Il padre era un chimico e la madre era di origine ebrea. Fu educato con i suoi due fratelli, Adriano ed Elena. Dopo aver ottenuto il diploma, non volle iscriversi all’università. Si convertì al cattolicesimo e nel giugno 1943 entrò in seminario. Secondo lui, il centro della vita religiosa era la ricerca della verità. È considerato costruttore di pace perché lotto per l’uguaglianza e il superamento dell’ingiustizia sociale. Fondò una scuola per i figli di contadini poveri e il suo metodo era innovativo e radicale. I ragazzi andavano a scuola tutti i giorni dell’anno. A scuola non c’era la ricreazione perché era considerato uno spreco di tempo. Molto significativo fu il suo progetto per l’emancipazione delle classi subalterne, per compensare le differenze di classe che nella scuola pubblica italiana aveva penalizzato i ragazzi poveri.

Infine ricordiamo Gandhi che porta avanti la sua lotta contro la disobbedienza civile secondo i quattro pilastri della NON VIOLENZA:

  • Amore
  • Rispetto
  • Comprensione
  • Compassione

Gandhi specifica che i principi della non violenza non sono riservati ad una élite, ma sono per tutti e crede che per insegnare la vera pace nel mondo bisogna cominciare dai bambini. È di carattere timido e decide di non proseguire la carriera da avvocato, per la quale aveva studiato. Nonostante ciò, diventa un personaggio che, con i suoi principi, le sue scelte e la sua volontà riesce ad influire sul pensiero delle persone del suo e del nostro tempo. Il suo principio gli permette, ottenuta l’indipendenza dell’India, di adoperarsi per mitigare le lotte tra indù e musulmani che avevano causato in India una guerra civile. Inoltre Gandhi fu il conduttore della marcia del sale, una manifestazione non violenta che consiste nel percorrere oltre trecento chilometri a piedi con lo scopo di raccogliere una manciata di sale dalle saline. Questo gesto nasce in risposta alla tassa sul sale, voluta dall’impero, dunque Gandhi rivendica simbolicamente il possesso di questa risorsa al popolo indiano.

Il 12 gennaio 1948 decide di digiunare per la pace della comunità a Delhi e dopo che venne formato il Comitato Centrale per la Pace, rompe il digiuno. Mentre era ancora in vita fu venerato come un essere superiore e chiamata “Mahatma”: grande anima. Morirà il 30 gennaio 1948. A Gandhi si devono l’indipendenza dalla sottomissione britannica e la nascita della nazione indiana. A egli si deve l’idea della non violenza come forma di ribellione e di resistenza pacifica. Il suo pensiero e i suoi insegnamenti sono oggi patrimonio condiviso dell’umanità.

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