Noi siamo futuro al Festival dei Giovani di Gaeta

La sveglia che suona, le cuffiette, il treno, l’alba, le chiacchiere, le risate e infine il mare. Così Gaeta si mostra ai nostri occhi, troneggiando su Formia che, come amano dire i gaetani, “deve ringraziare di poter vedere come prima cosa, una volta sveglia, Gaeta” e noi siamo pienamente d’accordo. Qui ogni anno si tiene il Festival dei Giovani, un evento che attira centinaia di ragazzi provenienti da tutta Italia e che propone vari tipi di concorsi: culinari, musicali, di marketing e scrittura permettendo a noi giovani di metterci in gioco e di ottenere ore di PCTO essenziali per il nostro percorso scolastico. Quest’anno, per la prima volta, la nostra scuola ha deciso di partecipare al contest ‘Parole Giovani’ e le classi 3BC, 3AC, 3FL e 3C si sono cimentate nella scrittura di un testo breve a tema libero trasformandosi in piccola redazioni. Il nostro testo intitolato l’Alba nera ha vinto con nostro grande stupore uno dei premi quello assegnato da Mondadori e quindi, il 19 aprile, carichi di speranze ed emozioni siamo partiti insieme alla professoressa Gioffreda verso questa magnifica città per ritirare il nostro premio. Oltre allo splendido mare e all’allegra accoglienza dei cittadini che ci ha fatto subito sentire a nostro agio il festival ci ha completamente stupiti. Lì tutto è a misura di ragazzo; intelligenza artificiale di ultima generazione, stand di università scientifiche e umanistiche, incontri con attivisti, scrittori, imprenditori ci hanno immerso in un mondo in cui non eravamo più gli studenti passivi che ascoltano e se va bene capiscono, ma la parte attiva di una realtà in continua trasformazione che con il nostro contributo possiamo indirizzare verso la strada giusta. Ogni ragazzo aveva la stessa gioia negli occhi e la voglia incredibile di fare. È stata durante la premiazione che ci siamo poi accorti di quanto anche la scrittura sia importante nella vita di ognuno; cura l’animo, irrobustisce la mente e alleggerisce il cuore. Abbiamo letto testi dal significato estremamente profondo che sottolinea l’attenzione dei giovani rispetto a temi di attualità come catastrofi naturali e razzismo in tutte le sue forme e quando, saliti sul palco, ci hanno chiesto quanto fosse stato difficile lavorare insieme la risposta è stata automatica: certo è stato duro, siamo persone diverse, ma si impara più lavorando un singolo giorno con una persona diversa da te che da dieci libri. È stata un’esperienza bellissima che non vediamo l’ora di ripetere il prossimo anno con tutti i nostri compagni e anche con la prof. Merli che ci ha appoggiato ogni istante in questo progetto. Speriamo che questo progetto si riproponga e invitiamo tutti a partecipare perché come diceva G.G.Byron “Una goccia di inchiostro può far pensare un milione di persone” e ora nel mondo c’è veramente tanto bisogno di pensare.

A.Valli, L. Carallo, M. Arcangeli

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