Milioni e milioni di anni fa Gea (Terra) ed Urano (Cielo) generarono i 12 Titani, sei maschi e sei femmine. Rimasero intrappolati nel ventre di Gea a lungo, fin quando Crono, l’ultimo Titano, non tagliò i genitali di Urano che continuavano a fecondare Gea. I genitali di Urano si allontanarono finalmente da Gea e i 12 Titani, insieme ai loro fratelli Ciclopi e Ecatonchiri, per la prima volta da quando vennero al mondo videro la luce. I 12 Titani erano molto uniti tra loro e condividevano desideri comuni, il più forte tra essi era quello di poter incontrare il famoso Dio dell’Amore Eros, che prima di diventare passione è un’energia dell’Universo. Un giorno, mentre passeggiavano nelle Catene montuose situate tra Macedonia e Tessaglia, si ritrovarono nel luogo degli dei, la loro dimora, l’Olimpo. I 12 Titani rimasero senza parole, si misero a urlare dall’entusiasmo, dalla felicità. Queste urla non passarono inosservate, infatti Eros si affacciò e si lamentò del troppo rumore. I 12 Titani si scusarono e si presentarono uno ad uno, specificando di essere i figli di Gea ed Urano. Quando Eros sentì queste parole, i suoi occhi si illuminarono e decise di farli accomodare nella sua dimora, o meglio la dimora di tutti gli dei. Le sei femmine rimasero colpite dalla bellezza del luogo, i sei maschi dalla bellezza delle dee che popolavano la dimora. Eros li chiamò in una stanza immensa per parlare con loro e conoscerli. Fecero una bella chiacchierata ed i 12 Titani impararono da essa un sacco di cose riguardo l’ambito dell’amore, della forza che spinge all’amore sessuato. Essi si sentirono molto coinvolti dalle sue parole, talmente tanto che decisero di ritornare in questo luogo anche altre volte. Infatti ogni giorno, dopo aver svolto tutti i loro incarichi per Gea, si incamminavano verso l’Olimpo dove ad aspettarli c’era Eros, e come di consuetudine si svolgeva la loro chiacchierata su argomenti vari, ma il principale restava sempre e comunque l’amore. Inaspettatamente un giorno Eros non riuscì ad essere presente alla chiacchierata, così i 12 Titani si ritrovarono soli nell’immensa stanza. La prima cosa che pensarono fu quella di andarsene, ma Oceano, il maggiore dei maschi, suggerì loro un’entusiasmante idea. Essa consisteva nello sfruttare questo tempo in cui si trovavano soli, senza il loro punto di riferimento Eros, per discutere su altri argomenti che ritenevano interessanti, ma di cui Eros non poteva parlare perché non erano cose che lo riguardavano. Così i 12 Titani passarono l’intera giornata a parlare, condividere pensieri, desideri ed anche dubbi e problemi. Eros venne a conoscenza di tutto ciò e trovò che questa cosa fosse una fantastica opportunità per creare una relazione tra più individui. Infatti da quel giorno i 12 Titani portarono anche i loro fratelli ciclopi e Ecatonchiri agli incontri con Eros. Esso periodicamente mancava a vari incontri lasciando i fratelli, che erano ormai diventati suoi costanti alunni, liberi di discutere su tutto ciò che volevano, l’importante era che fosse qualcosa di istruttivo. Da tutto ciò nacquero le cosiddette “assemblee d’Istituto” ad oggi diffuse nelle scuole di tutto il mondo, con l’obiettivo di far relazionare ragazzi con attività da loro proposte e specialmente fare dibattiti su argomenti molto importanti che li coinvolgono come esseri umani.
E. Bucarini

