
Alla richiesta di un editoriale da pubblicare in apertura al giornalino scolastico non ho avuto subito chiaro cosa scrivere. Poi mi è venuto spontaneo pensare di raccontare un po’ di me e della Scuola, che da sempre occupa un posto speciale. Nel mio percorso, un po’ lineare (come nel passaggio dal Liceo scientifico al corso di laurea in Ingegneria Gestionale) e un po’ bizzarro (come nella decisione di prendere una seconda laurea, in un ambito apparentemente opposto al primo, in Scienze della Formazione Primaria), tra le tante pietre miliari certamente c’è quella del primo settembre 2019, giorno in cui ho “lasciato” il ruolo di insegnante di scuola primaria, presso l’Istituto Omnicomprensivo Montefeltro di Sassocorvaro, per abbracciarne uno nuovo, quello da Dirigente scolastico. Mi preme dire che la qualifica da dirigente non cancella la mia vocazione d’insegnante, semmai l’accresce; sono cambiati i compiti che devo svolgere, le responsabilità direttamente imputabili al mio operato sono diventate più numerose e gravose, ma la missione resta la stessa: concretizzare per gli studenti il diritto all’apprendimento (diverso dal solo insegnamento) e alle pari opportunità formative, instaurare con loro una relazione educativa di qualità, essere esempio dei principi costituzionali e dei diritti/doveri del buon cittadino; fare una scuola bella e desiderabile, accogliente di tutti i diversi talenti, che devono trovare nella scuola un luogo privilegiato per essere riconosciuti ed espressi, anche e soprattutto nelle situazioni di piccola e grande difficoltà.
Il passo compiuto in quel primo settembre è stato grande. Da un lato per la nomina di Dirigente di un Istituto così importante come il Raffaello, giunta per me in modo inaspettato. E poi per l’altrettanto inaspettata dichiarazione d’inagibilità dell’edificio scolastico giunta pochissimi giorni dopo, che ha inclinato notevolmente la salita verso l’inizio del nuovo anno scolastico, per me e per tutti quelli che hanno legami con questa scuola.
Fresco di concorso mi è tornata alla mente la norma che, al comma 3 dell’art.25, D.Lgs.165/2001 afferma: “…il dirigente scolastico promuove gli interventi per assicurare la qualità dei processi formativi e la collaborazione delle risorse culturali, sociali ed economiche del territorio, per l’esercizio della libertà d’insegnamento […], per la libertà di scelta educativa delle famiglie e per l’attuazione del diritto all’apprendimento da parte degli alunni.” Queste poche righe si sono concretizzate prepotentemente nell’arco di qualche giorno, nella necessaria ricerca, e nel successivo coordinamento, di tutte le risorse interne ed esterne alla scuola (enti locali, associazioni, corpo docente, territorio…), per garantire l’inizio dell’anno scolastico, con la stessa qualità dell’offerta formativa che contraddistingue quest’Istituto.
Dall’accadimento di non avere più una sede, identificabile e punto di riferimento, abbiamo tutti reagito accrescendo la consapevolezza dell’importanza di rendere non solo conoscibile, ma anche riconoscibile e tangibile l’identità del Raffaello che oggi brilla in modo “diffuso” in tutta la Città di Urbino. Tanta gente ci vede ogni giorno affollare le strade e i vicoli, raggiungere le aule dislocate, andare e uscire dalle diverse sedi, e ci ringrazia: perché, senza volerlo, la presenza del Raffaello ha cambiato il volto di questa città portando l’entusiasmo che lo contraddistingue dal centro storico ai Collegi universitari, al bucolico Cavallino. Qualcuno vorrebbe addirittura che rimanesse tutto così; noi siamo però consapevoli dei disagi e dei sacrifici che, per amore di questa scuola, stiamo sostenendo. Per questo, tutti insieme, abbiamo collaborato con le amministrazioni competenti per favorire una soluzione rapida e dignitosa. A breve l’Istituto Superiore Raffaello tornerà ad essere un corpo unico, con l’indirizzo tecnico, il liceo classico e il liceo linguistico riuniti in uno stesso edificio (Palazzo Battiferri in via Oddi): entro Dicembre si dovrebbero trasferire le classi attualmente dislocate a Cavallino, Collegi Universitari e Casa della Poesia; a distanza di qualche mese si ricongiungeranno anche le classi ubicate in piazza nel Collegio Raffaello. Il tutto in attesa della ricostruzione del nuovo edificio, una sede innovativa e all’avanguardia: l’Istituto non farà venir meno la sua collaborazione nella prossima fase di progettazione, per rendere la nuova struttura il più possibile rispondente alle esigenze della scuola e del Territorio; ma già fin d’ora, con il nostro agire e nelle relazioni educative, didattiche e umane quotidiane, stiamo plasmando la fisionomia del nostro caro vecchio/nuovo Raffaello.
Daniele Piccari
