Vinia Tanchis, poesia, arte e memoria.

Una mattinata speciale

Vinia Tanchis è stata una poetessa e scrittrice vissuta anche a Urbino, recentemente scomparsa (novembre 2024).  Sabato 8 marzo, tra l’altro festa della donna, abbiamo avuto modo di conoscere questa donna di grande talento e dalle molteplici passioni. 

Nata a Sassari, cresciuta ad Oristano, ha seguito un percorso di studi che l’ha portata all’Istituto Universitario Orientale di Napoli e successivamente all’Università di Urbino, laureandosi in Lingue Straniere Moderne. Ha insegnato inglese per ben 36 anni, e ha coltivato fino alla fine la passione per la poesia e la pittura, passioni che l’hanno portata a ricevere numerosi riconoscimenti in importanti concorsi nazionali.

La vita di Vinia, ci racconta il figlio Stefano Tiboni, non è stata priva di difficoltà. 

Negli anni ’60-’70, un grave incidente l’ha costretta a interrompere gli studi per poi riprenderli a Urbino. Fu proprio durante questa fase della sua vita che incontrò suo marito, Fernando Tiboni, un artista urbinate, che divenne una figura fondamentale nella sua crescita artistica. 

La poetica di Vinia Tanchis: “Luoghi dell’anima”
 Vinia Tanchis è una poetessa che riflette sulle problematiche legate all’individualismo e alla solitudine dell’uomo. Nei suoi scritti, si sofferma sul tema del passato e della memoria, cercando in essa un rifugio per l’anima. In uno dei suoi libri più noti, “Luoghi dell’anima”, la poetessa si rifugia nei ricordi della sua infanzia, un tempo che, pur essendo ormai trascorso, resta presente e vivido nel cuore. La nostalgia e la malinconia permeano le sue parole, che raccontano l’amore, il dolore e il ricordo.

Nel suo libro, la poetessa evoca immagini forti, come quella della madre che “amava la mammola gentile” e “il profumo del nespolo in fiore”, e del padre la cui morte, pur donando a lui la pace, ha lasciato un vuoto straziante nel cuore della figlia. La sua terra natale, le colline sarde, diventano “colline del desiderio”, misteriose e affascinanti, illuminate dalle “trasparenze dell’alba”, che danno “colore alle ombre”. Questi luoghi dell’anima sono imprescindibili per la poetessa, che non può fare a meno di rifugiarsi in essi per ritrovare se stessa.

“Bozzetto”: un’armonia tra pittura e poesia
Una delle poesie più significative di Vinia Tanchis, “Bozzetto”, mostra chiaramente l’influenza della pittura nella sua scrittura. La poetessa si concentra sul paesaggio marchigiano, e in essa si ritrovano elementi che ricordano lo stile leopardiano, in particolare il suo profondo legame con la natura e la sua capacità di evocare il paesaggio attraverso le parole.

Il figlio di Vinia, Stefano, ci ha parlato del rapporto con i suoi genitori, in particolare con la madre. È stato un momento di grande emozione, in cui abbiamo scoperto dettagli della sua vita familiare e delle influenze che hanno segnato il percorso artistico della poetessa.

“E’ fiero di ciò che fecero i suoi genitori, in particolare sua madre?”

“Sicuramente io sono più fiero di quanto mia madre lo fosse nei miei confronti. Mia madre apparteneva al periodo del Dopo-Guerra, e venendo da una famiglia numerosa, ha imparato il valore della condivisione e della responsabilità. Nelle sue opere, ad es., questo dato biografico prende vita nella nostalgia per il passato. Io ho avuto difficoltà a conciliare e a comprendere alcuni aspetti degli insegnamenti di mia madre, sono figlio unico e ho vissuto un’ infanzia differente, ma crescendo alla fine ho compreso l’importanza dei suoi insegnamenti ai quali mi “sono aggrappato” durante il corso della mia vita, soprattutto dopo essere divenuto anche io un genitore”.

“Quindi pensi che tua madre ti abbia trasmesso alcuni dei suoi valori?”

 “Certo! Sono nel mio dna, nella mia pelle e nella mia personalità”.

Stefano  con il suo racconto ci ha spiegato come sua madre lo abbia portato a scoprire molte di quelle che poi sono divenute le sue passioni. Con Stefano non abbiamo solo ricordato Vinia Tanchis come poetessa e artista, ma anche come figlia e madre. In ognuno di noi ci sono tanti tratti, si è figli, genitori, artisti, uomini comuni. Stefano ci ha restituito un ritratto di Vinia profondo e vero, ci ha parlato del rapporto tra genitori-figli, dell’importanza di insegnamenti che si apprezzano solo col tempo, e Vinia Tanchis non è più solo un nome in calce a una poesia ma poesia, che attraverso i suoi ricordi, parla anche di noi.

S. Rammal