La consapevolezza delle scelte: a Dublino con Marche di Charme

Un viaggio di sorprese e scoperte per le strade irlandesi. Questa è la definizione che darei alla mia esperienza con Marche di Charme affrontata questo settembre. Carica di euforia sono, infatti, partita per l’Irlanda per il mio viaggio a Dublino il 30 agosto con altri dieci ragazzi di scuole diverse. Atterrati e accolti dall’agenzia del Paese siamo stati divisi e affidati alle nostre famiglie ospitanti, con le quali abbiamo passato l’intero mese. E una volta accomodati, il lunedì, subito a lavoro. Sono davvero stata fortunata, perché io ed un’altra ragazza siamo state collocate in un hotel non con semplici dipendenti, ma con persone vere, gentili, generose e felici di mostrarci e insegnarci come poter svolgere al meglio i nostri compiti, e noi come consiglia Baldassarre Castiglione nel “Cortegiano”, facevamo come la “pecchia”: prendendo il meglio da ognuno di loro cercavamo di fare il nostro massimo in ogni mansione svolta, perché eravamo lì non solo per eseguire dei compiti, ma per farlo nel miglior modo possibile con impegno, ma anche con un pizzico di leggerezza che tra una chiacchiera e una risata con i nostri colleghi hanno fatto volare settimane passate a lavoro.

Una volta completato il dovere, si passava al piacere. Infatti subito dopo il lavoro non sono mai mancate passeggiate nelle vie tradizionali di Dublino, la lettura a bordo lago nei parchi fiabeschi della città, e a volte anche un po’ di riposo a casa. Il week-end invece era caratterizzato da visite più intense, nelle quali spremevano tutte le energie accumulate durante la settimana. Perciò la mattina di sabato iniziamo la nostra giornata con escursioni delle scogliere, visite in musei e scoperta dei paesi circostanti.

Durante questo periodo non sono mancate sorprese e inconvenienti, ma tutto è stato senza dubbio utile per testare la nostra capacità di risolvere i problemi. Credo che sia piuttosto complicato descrivere le sensazioni che si sentono passando un mese all’estero, lontano da amici e famiglia, lavorando parlando una lingua straniera, creandoti una vera e propria routine completamente fuori dall’ordinario. A volte è stato difficile svegliarmi la mattina ed essere ancora nella “vita irlandese”, quando vorrei essere stata semplicemente nel letto di casa mia, ma anche questo fa parte dell’esperienza: la lontananza da casa, la convivenza con altre persone, le difficoltà che inevitabilmente sono presenti in un mese consentono di sviluppare nuove capacità, quasi di “sopravvivenza”, che ti permettono di passare il mese nella maniera più piacevole e spensierata possibile.

Sono profondamente grata di aver avuto questa opportunità che mi ha permesso di portare a casa un bagaglio personale sicuramente più ricco. Gli insegnamenti principali imparati questo mese sono due: il primo è la consapevolezza dell’importanza della scelta (che farò in futuro) di un lavoro che mi piaccia, perché è proprio vero che quando fai qualcosa che ti piace non ti sembra nemmeno che stai lavorando; e il secondo è il valore della comunicazione, concetto fondamentale e indispensabile necessario per la convivenza con altre persone, per evidenziare un problema.

Grazie al mio mese a Dublino ho avuto l’occasione di vivere con un’aria totalmente diversa dall’abituale, abitudini e tradizioni diverse, migliorando e prendendo maggiore sicurezza nella lingua inglese. I ricordi che collezionerò di questo mese sono molteplici e straordinari, e ciò che non è un ricordo è un insegnamento che mi accompagnerà per il resto della vita.

Il tempo indeciso che sorprendeva senza ombrello dalla mattina soleggiata che improvvisamente sfociava in un temporale, i paesaggi pittoreschi della natura irlandese, le musiche tradizionali suonate dal vivo nei locali della capitale, la gentilezza e la disponibilità delle persone sono immagini che custodirò nel cuore.

A. Di Vincenzo

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