Trovare il proprio posto a Barcellona

Abbiamo avuto la possibilità di trascorrere un mese a Barcellona, dal 29 agosto al 29 settembre, grazie al progetto Marche di Charme. Consiste nello svolgimento dell’alternanza scuola-lavoro in un paese straniero, nel nostro caso la Spagna. Si è rivelata, però, un’esperienza ancora più formativa di quanto ci si potesse aspettare: un vero percorso di autonomia, confronto e consapevolezza.

 Abbiamo vissuto per un mese in una famiglia ospitante spagnola, scoprendo ritmi, abitudini e modi di vivere differenti. È stato proprio questo primo passo fuori dalla nostra quotidianità a farci comprendere quanto la crescita personale avvenga attraverso l’incontro con l’altro e con l’ignoto, anche nelle piccole cose: dalla gestione degli spazi condivisi al dialogo in una lingua diversa, fino alla capacità di adattarsi a ogni tipo di situazione.

Abbiamo svolto due lavori differenti: Naike ha collaborato con Il Mio Mondo a Barcellona, un’agenzia che organizza walking tours in lingua italiana, esperienza che le ha permesso di osservare da vicino un modo di vivere e raccontare la città nella sua autenticità, che va oltre il semplice turismo; Matilde ha lavorato con l’agenzia organizzatrice, Sagitter Training, vivendo dall’interno la struttura che ha reso possibile il nostro soggiorno e comprendendo cosa significhi gestire un progetto Erasmus+ che coinvolge studenti di varie parti dell’Italia.

Più che i compiti pratici, sono stati i contesti, le relazioni e le situazioni a lasciarci qualcosa di duraturo. Barcellona ci ha costrette, nel senso più positivo del termine, a misurarci con noi stesse: a gestire il tempo, prendere iniziative, affrontare gli imprevisti e osservare realtà lavorative con le quali non eravamo mai entrate in contatto. Questo ci ha permesso di costruire una visione più ampia, meno scolastica e più adulta, su ciò che significa davvero “essere competenti”.

Tornando a casa abbiamo capito che queste esperienze non dovrebbero essere considerate un semplice obbligo scolastico, ma una risorsa preziosa, capace di dare forma a una maturità che non si apprende sui libri. Abbiamo avuto la possibilità di crescere lontano da ciò che abbiamo sempre conosciuto e sviluppare un senso di responsabilità maggiore, dato che ci trovavamo in un contesto lavorativo e professionale, non più scolastico e familiare.

Per questo crediamo che opportunità come questa vadano accolte e assecondate con coraggio: perché insegnano a stare nel mondo, a trovare il proprio posto in contesti nuovi e a riconoscere capacità che spesso non ci accorgiamo di possedere.

Nonostante le insicurezze dei primi giorni, siamo grate di aver potuto prendere parte al progetto, che si è rivelato un’occasione unica che consigliamo a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco o, forse ancora di più, a chi ha paura di farlo.

N. Pazzaglia, M. Mancini

,